«Servizi e ospedale le battaglie vinte Mio bis? Possibile»

Giancarlo Acerbi, sindaco di Valdagno dal 2014: non ha ancora ufficializzato la sua ricandidatura
Giancarlo Acerbi, sindaco di Valdagno dal 2014: non ha ancora ufficializzato la sua ricandidatura
Marco Scorzato 24.12.2018

«Sindaco Acerbi, posso farle gli auguri di Natale?», dice una signora sulla settantina che lo incrocia sulla porta del bar Garibaldi, a due passi dal municipio. «Certo», risponde il sindaco, tendendo mano e guancia. «È sufficiente la mano», sorride la donna. «Come vuole, io ero pronto anche a un bacio», ricambia il primo cittadino. Giancarlo Acerbi era stato assessore al Sociale e vicesindaco nella giunta Neri. Fare il sindaco, però, è un altro paio di maniche. Tutti ti cercano. Tutti chiedono. Molti si lamentano. «Malgrado il ruolo, sono riuscito a restare tra la gente», afferma Acerbi. Perché “malgrado”? Perché fare il sindaco assorbe energie e tempo e ci sono tante difficoltà. Nonostante questo sono contento di essere rimasto tra la gente: le persone ti chiedono sempre qualcosa, o comunque si lamentano. È normale, ne ho ricevute tante in questi anni. Quasi cinque anni: qual è la cosa fatta di cui va più orgoglioso? Sarebbe facile dire la pista ciclabile che si allungherà fino a Recoaro, però dico il restauro del ponte della Vittoria. Perché? Perché sapevamo che per fare i lavori avremmo ricevuto critiche, ma non abbiamo guardato al consenso ma al bene della città. Il lavoro andava fatto per la sicurezza, abbiamo investito 600 mila euro. Lo abbiamo fatto prima del crollo del ponte Morandi. La critica che ha fatto più male in questi anni? Tante. Direi quella infondata sul parcheggio Marzotto, quando si era detto che le trattative si erano arenate per colpa del Comune. Poi si è capito che non era così. Che cosa le chiede la gente? Chiedono piccoli e grandi servizi, strade e parcheggi. C’è effettivamente bisogno di parcheggi, anche nelle aree periferiche. Novale, Piana, San Quirico, Ruari e altre zone: il nuovo Piano degli interventi prevede la riorganizzazione del cuore delle frazioni, con aree di sosta e aree verdi. I nodi del traffico quali sono? Al momento le grandi criticità non ci sono. Avevamo il timore dei flussi generati dal casello della Pedemontana, ma l’accordo per il prolungamento della variante di Cornedo è un traguardo che ci dà garanzie. La nostra viabilità è fatta poi di tante strade secondarie che richiedono tanti investimenti. E il tunnel per Schio? Ci sono margini per altri sconti? La riduzione tariffaria è già stata un grande risultato raggiunto. Ci eravamo impegnati con Vi.Abilità per ragionare su nuovi sconti, per chi si sposta per lavoro, ma ora c’è stato il cambio al vertice in Provincia e dobbiamo riprendere il filo del discorso. Dal punto di vista elettorale, teme più il consenso dei residenti del centro o di quelli di frazioni e contrade? Nessuno dei due, perché abbiamo lavorato per tutti. Il centro storico è sempre stato croce e delizia per Valdagno: che margini di crescita ha? Oggi in centro, rispetto a qualche anno fa, c’è più vita, ci sono molti eventi. Anche dal punto di vista commerciale c’è stata una ripresa, le vetrine vuote sono di meno. Ma le vie laterali soffrono. Quelle soffrono di più, del resto sono dinamiche generali delle città. Però abbiamo la fortuna di avere un centro disposto in modo da favorire le relazioni. Dal punto di vista residenziale ci aspettiamo un impulso dal Piano degli interventi che liberalizza la possibilità di intervenire su singoli edifici, non solo su comparti. Il Piano degli interventi indirizzerà il futuro della Favorita dove un’ampia parte dello sviluppo residenziale è rimasta inattuata. Cosa accadrà? Uno dei primi passi del mio mandato fu incontrare il commissario liquidatore della società Aree Urbane per negoziare su un potenziale recupero a favore della collettività di quelle aree. In zona Favorita oggi c’è il parco e sono state realizzate le strade, i parcheggi e i sottoservizi, ma il residenziale è rimasto congelato. Lì c’era un piano attuativo che è decaduto nel 2014 e ora con il Piano degli interventi la destinazione sarà riconvertita a verde sportivo. Cosa significa? Potranno nascere volumi dedicati ad attività sportive: piastre, campi, centri benessere, ma non abitazioni. Accanto alla Favorita c’è l’ospedale: le battaglie per difendere i servizi sono finite o dovete restare in guardia? Ora la situazione è stabile e il punto nascite è in crescita. La battaglia è stata condotta con fermezza, e vinta. Va detto che la Regione si è dimostrata sempre disponibile. C’è il punto nascite ma non il pronto soccorso pediatrico. È un rischio per mamme e neonati? No. Rispettiamo in pieno le linee guida del Ministero e c’è un pediatra per diverse ore al giorno. Solo per alcune tipologie di parto indirizziamo le mamme a Vicenza. Avviene anche in altri ospedali. Avete investito molto negli impianti sportivi eppure tra le lamentele c’è quella di chi invoca campi da calcio per i bambini. Abbiamo fatto grossi investimenti sugli impianti sportivi e i risultati ci sono: lo sport a Valdagno è fattore attrattivo, arrivano giovani anche da altri paesi. Abbiamo rifatto lo stadio dei Fiori, abbiamo rimesso a nuovo gli spogliatoi al Maglio. L’anno prossimo avremo la nuova palestra in zona Lido. È vero però che c’è una carenza di spazi per il calcio dei piccoli, anche perché c’è spesso una concomitanza di allenamenti. In ogni caso, per “liberare spazi”, stiamo lavorando per dotare di illuminazione alcuni campi periferici. Anche la scuola è fattore attrattivo, soprattutto licei e istituti. Quali sono le prospettive? I risultati dei nostri istituti superiori sono riconosciuti dalle classifiche nazionali. In futuro servirà un piano corposo per prendersi cura dell’edilizia scolastica, tema che dovrà essere oggetto di un importante dibattito con la Provincia. Quanto al patrimonio comunale, abbiamo già fatto una serie di interventi per la sicurezza. Servono risorse. A proposito di risorse, come stanno i conti del Comune? In questi anni non abbiamo alzato le tariffe e questo è un risultato importante. Abbiamo ridotto le spese e agganciato finanziamenti da enti superiori, Provincia, Regione ed Europa: oltre 7 milioni che hanno attivato opere per 13-14 milioni. E il debito è calato in 4 anni del 34 per cento. Questo è importante anche per il futuro. Sta guardando al futuro: ha sciolto le riserve sulla ricandidatura? Penso a finire bene il mandato, ma tanti mi chiedono di ricandidarmi. Mi sono riservato la scelta per motivi personali. Ma ora sono positivo rispetto all’ipotesi della ricandidatura. Ne parlerò presto con la maggioranza. Temete la Lega di Salvini, così forte nei sondaggi? Si vota in concomitanza con le Europee... È sempre stato così, però poi i valdagnesi hanno dimostrato di saper distinguere, nell’urna, le ragioni di bandiera dal bene della città. Spero che continuino a farlo. Anche perché il Pd è in crisi. Chi vorrebbe alla guida del partito? Niente nomi. Serve uno che unisca, basta personalismi. Dia un voto al governo in carica. (pausa) Insufficiente, anche se è presto per giudizi definitivi. Sono preoccupato per il futuro: non penso che facciano bene queste incertezze e certi buchi di incompetenza. Ultima, tornando ai suoi anni da sindaco: ce l’ha un rimpianto? Avrei voluto affrontare una riorganizzazione degli uffici, per agevolare i cittadini. E vorrei anche creare un centro multidisciplinare per anziani, che oggi manca. Però nel complesso la città ha migliorato negli anni i suoi servizi. Credo che se siamo tornati attrattivi, anche dal punto di vista demografico, è perché qui si vive bene: c’è aria buona, dal punto di vista della sicurezza stiamo meglio di altre piazze, anche per ragioni geografiche non abbiamo gravi reati. C’è qualità della vita. • © RIPRODUZIONE RISERVATA