Sentenza contro il sindaco: «La lega non l’ha diffamato»

  Municipio di Cornedo: non è ancora chiusa la questione sindaco-Lega
Municipio di Cornedo: non è ancora chiusa la questione sindaco-Lega
Giorgio Zordan 03.06.2018

Ancora una sentenza avversa per il sindaco di Cornedo, Martino Montagna, sul contenzioso aperto con la Lega nel 2012, dopo che il gruppo del carroccio aveva pubblicato un volantino a cui il sindaco aveva attribuito contenuti diffamatori. Dopo la sentenza di primo grado che aveva assolto il movimento, anche la Corte d’Appello di Venezia quindi (presidente Maria Cicognani, consiglieri Clotilde Parise e Lisa Micochero), si è espressa con una sentenza avversa al sindaco nella causa civile promossa dal primo cittadino, difeso dall’avvocato Alessandra Capuano Branca, contro la sezione di Cornedo della Lega nord (rappresentata dagli avvocati Enzo Urbani e Anna Rossato). A Montagna sono state così imputate le spese sia di primo che di secondo grado di giudizio, che si aggirano sui 15 mila euro. Ma il sindaco non ha nessuna intenzione di fermarsi qui e già annuncia: «Ricorreremo in Cassazione». I fatti risalgono al maggio 2012, quando Martino Montagna aveva citato in giudizio tutti i membri dell’allora direttivo del Carroccio di Cornedo, ovvero: Luciano Ercego, Roberto Grande, Paola Cabianca, Massimo Sbicego, Lucio Vigolo, Massimo Vencato, Gioacchino Parlato, Giampietro Giacomo Guidolin e Narcisio Meneguzzo. In quell’occasione il sindaco aveva chiesto un risarcimento per 250 mila euro, annunciando da subito «in caso di vittoria devolverò l’intero importo all’associazione “Dopo di Noi”». Oggetto del contendere il volantino di quattro pagine “Notiziario politico-amministrativo di Cornedo Vicentino” che la Lega aveva diffuso con toni ritenuti «diffamatori» dal sindaco. Lo scritto, che come segno di identificazione riportava il logo “Lega Nord-Liga Veneta-Bossi”, era stato distribuito casa per casa, e riportava accostamenti di personaggi come Mr Bean e Francesco Schettino al primo cittadino. Il direttivo della Lega Nord si era difeso in primo grado, dichiarando che la finalità della pubblicazione non era offendere la persona ma fare critica politica. Una posizione evidentemente accolta dai giudici, che non aveva tuttavia convinto il sindaco. «Il volantino – ha commentato Martino Montagna anche dopo la sentenza della Corte d’Appello - per me rimane comunque diffamatorio e offensivo della mia persona». «Non considero questo - rincara Montagna - il modo corretto di fare politica. Per questo, nonostante la sentenza, non considero la partita ancora finita e infatti stiamo preparando il ricorso in Cassazione». • © RIPRODUZIONE RISERVATA