Affollati solo i sentieri È turismo mordi e fuggi

Alle terme l’afflusso si concentra nel fine settimana.   VE.MO.
Alle terme l’afflusso si concentra nel fine settimana. VE.MO.
Veronica Molinari 15.08.2018

Sentieri affollati e pernottamenti che latitano. E se il meteo non ha aiutato, ora il caldo porta i turisti in quota. Ma la stagione si è ristretta rispetto allo scorso anno e il visitatore è “mordi e fuggi”. In un giorno qualunque di sole bastano una quindicina di chilometri per abbandonare l’afa della pianura e trovare cinque gradi in meno. I parcheggi del compendio termale sono pieni e le targhe non sono solo vicentine: Padova, Venezia, Treviso, Torino e Ferrara. I tavolini all’esterno sono quasi tutti occupati, ma la vera ressa è dentro dove gli ampi saloni sono più freschi. Sbirciando gli impianti per le inalazioni stanno lavorando e le persone si alternano ai rubinetti per bere l’acqua. Insomma movimento ce n’è: «Siamo sui numeri dello scorso anno, ma non abbiamo ancora dati ufficiali - commenta il presidente di “Terme di Recoaro Spa”, Paola Borgo -. Ci sono molti pendolari e pochi gruppi. L’afflusso è concentrato nel fine settimana. Comunque il maltempo non ha aiutato». Stessa musica allo Iat di via Roma da dove fanno sapere che: «Si va a rilento e il movimento è concentrato il sabato e la domenica. Riceviamo qualche richiesta per soggiorni di una decina di giorni in appartamenti, mentre quest’anno sono aumentate le domande per baite lontane dal centro, in quota, a Campogrosso, Recoaro Mille e alla Gazza. Ma soprattutto rimane un turismo di giornata». In centro non c’è un gran via vai e all’albergo “Trettenero” dove ad accogliere ci sono le 4 stelle su l’elegante edificio storico si fa fatica a sorridere. «Nell’ultimo triennio sono mancate programmazione e promozione, compresa quella per le terme che hanno aperto il primo giugno -esordisce Brigida Cornale-. A questo si aggiunga il tempo che non ha aiutato fino ad ora. Il telefono sta squillando solo da qualche giorno, ma è troppo poco. Abbiamo il 70% delle camere occupate, ma l’altro albergo “All’isola” è pronto da due anni, con i fiori sui balconi e non riusciamo ad aprirlo. Il calo è generalizzato, ma si poteva fare qualcosa in più. Noi stiamo puntando sulla montagna: le 52 Gallerie stanno andando molto bene e abbiamo investito proprio sull’escursionismo». E sul Pasubio, sul ponte tibetano, che si vendono anche solo con il passaparola, punta anche Alberto Camposilvan de “Il Castello”: «Arrivano da Varese, Gorizia, Ferrara e Como per passare il fine settimana sui nostri sentieri. Ma per me il futuro sono ancora le terme. Capisco i problemi di bilancio, ma non si può far partire la promozione a metà luglio. La mia fortuna è che la clientela è affezionata e torna ogni anno. La Pro loco lavora bene, ma manca l’informazione. Ogni settimana ricevo il calendario eventi dallo Iat di Asiago e non da via Roma». E accanto alla cabinovia chiusa c’è la “Locanda Seggiovia”: «Non ci lamentiamo -afferma Loris Asnicar- Proprio adesso ero al cellulare per altre tre stanze. Il trend è invariato rispetto allo scorso anno». Dal rifugio Campogrosso, tempo permettendo, «stiamo lavorando bene organizzando eventi. L’andamento va a giorni e comunque sono quasi tutti turisti che vengono in giornata o nei week end». • © RIPRODUZIONE RISERVATA