Nuove tariffe
dell’Ulss: ora
morire costa di più

La spesa per dare  l’estremo saluto cresce con le nuove tariffe Ulss
La spesa per dare l’estremo saluto cresce con le nuove tariffe Ulss
Veronica Molinari 14.03.2019

VALDAGNO. Da questo mese morire in città costa di più. Da qualche giorno nuove voci di spesa hanno alzato il conto per dare l’ultimo saluto ai propri cari. E i rincari, ci tengono a far sapere i titolari delle agenzie funebri laniere, non dipendono dal tipo di servizio scelto, ma dal nuovo tariffario dell’Ulss 8 Berica. O meglio dalle tariffe che già in vigore nel distretto Est sono state estese anche a quello Ovest, cioè a tutta l’ex Ulss 5. Solo per fare degli esempi la certificazione della rimozione di un pacemaker costerà 150 euro più iva. E l’operazione è obbligatoria se si sceglie la cremazione, perché durante l’incenerimento l’apparecchio può non bruciare completamente o, peggio, scoppiare danneggiando le pareti del forno. Ma questa è solo una delle nuove voci che potranno comparire nel preventivo dei titolari delle imprese funebri.  «La situazione che stiamo vivendo è di caos e, soprattutto, di imbarazzo nei confronti dei parenti dei defuunti che da un giorno all’altro si trovano costi che prima non dovevano affrontare - spiega Denis Scalabrin delle onoranze “Dal Lago” -. Il nuovo tariffario doveva entrare in vigore a gennaio, ma poi è slittato al primo marzo. Il tutto senza darci precise direttive in precedenza. Non si capiscono tutte le voci che riguardano le eventuali autopsie o gli esami istologici su materiale autoptico. Sono aspetti di cui non ci siamo mai occupati e non comprendiamo perché ora dovremo farlo». Dall’azienda sanitaria fanno sapere che la decisione è arrivata per rispondere all’esigenza di «uniformare, unificare ed armonizzazione funzioni e procedimenti ammini strativi e gestionali per le aree est ed ovest, tra i quali figura anche quello relativo alla vendita di prestazioni di medicina necroscopica.