Impresa e turismo Un museo digitale di storia industriale

Un’immagine panoramica di Valdagno e il suo patrimonio storico-industriale da valorizzare. MOLINARI
Un’immagine panoramica di Valdagno e il suo patrimonio storico-industriale da valorizzare. MOLINARI
Veronica Molinari 30.09.2018

Eredità e innovazione. È questo il cuore del progetto che vede Valdagno capofila in una sfida che è stata accettata anche dalla Fondazione Palazzo Festari, dal Centro internazionale di studi e ricerche sull’economia turistica, dalle associazioni di categoria, da Pro Valdagno, Botteghe del centro e da imprese del territorio. E sono proprio le imprese, di ieri e di oggi, ad essere protagoniste di “Heritage e Innovazione nell’Alto vicentino” presentato in occasione del bando “Valore territori” della fondazione Cariverona. Un progetto per creare un archivio e un museo digitale del patrimonio industriale che per muovere i primi passi, in tre anni, avrebbe bisogno di 143 mila euro e, che se passasse l’esame della fondazione, potrebbe ricevere il 70 per cento del finanziamento ovvero 100 mila euro. Al centro del disegno predisposto proprio il patrimonio industriale. Questa volta non solo la storia e la tradizione manifatturiera della città, ma anche il presente con le eccellenze che si stanno consolidando o sviluppando. Il tutto attraverso un archivio che diventerà un museo virtuale in sedi permanenti nella città. La prima ad essere individuata è la ex casa del preside dell’Iti Marzotto, già oggetto di recupero con un investimento di 270 mila euro di cui 198 mila con il “Progetto chiave” del Gal Montagna vicentina. «Abbiamo presentato la richiesta di finanziamento alla fondazione Cariverona ed entro fine anno sapremo se la domanda è stata accettata - annuncia l’assessore all’urbanistica Michele Cocco -. Se tutto va per il meglio il progetto partirà a gennaio e l’idea è di farlo crescere coinvolgendo l’Alto vicentino. La città ha le carte per puntare e vincere la sfida. Non solo. Questo progetto ha solide basi, partendo da una ricerca che dimostra che esistono un turismo e un business legati al patrimonio industriale. L’obiettivo è proprio quello di valorizzare, promuovere e conservare la ricchezza imprenditoriale storica e contemporanea attraverso percorsi creati ad hoc». I dati a cui si fa riferimento sono contenuti nella ricerca promossa dalla Fondazione Festari e dal Ciset dell’università Ca’ Foscari di Venezia sul tema “Turismo pedemontano e ospitalità collegate alle attività produttive delle imprese tipiche dell’Alto Vicentino”. Tra novembre 2016 e ottobre 2017, sono state coinvolte 36 imprese manifatturiere del raggruppamento Alto Vicentino di Confindustria Vicenza e si è dimostrato che ogni anno arrivano nel territorio, da tutto il mondo, almeno 4.800 turisti business. «È un turismo alternativo che si inserisce nella rete di proposte a cui stiamo lavorando da anni - specifica l’assessore alle attività produttive Liliana Magnani, che sta seguendo il progetto -. Un tassello in un ragionamento sul futuro della città che passa attraverso il rilancio del commercio, le escursioni alla scoperta del territorio e la valorizzazione del patrimonio architettonico e urbanistico non solo come Città sociale. In questo caso sono proprio le nostre imprese a giocare un ruolo fondamentale. In questo momento le aziende non solo stanno rivolgendo l’attenzione a Valdagno in termini occupazionali, ma anche coprendo segmenti di mercato di eccellenza. Si tratta di un progetto ambizioso che può crescere nel tempo e che non sarà messo nel cassetto». • © RIPRODUZIONE RISERVATA