Il settore tessile chiede più specialisti

Insufficiente per la domanda delle aziende il numero di periti tessili che escono dal “Marzotto”.   VE.MO.
Insufficiente per la domanda delle aziende il numero di periti tessili che escono dal “Marzotto”. VE.MO.
Veronica Molinari 08.08.2018

Fame di tessili? L’Istituto tecnico industriale “Vittorio Emanuele Marzotto” risponde presente. E Paolo Bastianello, presidente del neonato comitato Education di Sistema moda Italia, la federazione delle imprese del tessile e della moda di Confindustria, annuncia che la dirigenza della scuola cittadina siederà al tavolo nazionale di lavoro per rispondere all’emergenza creata dalla mancanza di personale specializzato per il settore. «Era da mesi che pensavamo come affrontare il problema -ha spiegato Bastianello-. Con il gruppo di lavoro, in cui siedono rappresentanti dei principali distretti produttivi italiani, si studieranno strategie e si predisporranno progetti di orientamento scolastico, di alternanza scuola-lavoro e di comunicazione con il fine primario di centrare l’obiettivo “50 mila”». Si attesta su questa cifra la richiesta di addetti specializzati a cui si dovrà rispondere entro il 2021. E l’Itis Marzotto, insieme ad altre eccellenze dell’indirizzo tessile, abbigliamento e moda come Prato e Biella e unica in regione, è pronto alla sfida. Negli anni i numeri di periti sfornati da via Carducci sono diminuiti sensibilmente rispetto ai tempi d’oro. Ma con il lavoro dei docenti, guidati da Afra Gecele, dal 2012 stanno risalendo: «Gli iscritti sono raddoppiati rispetto a 6 anni fa quando si contavano nel triennio poco più di una ventina di ragazzi -ha affermato la dirigente scolastica-. Oggi in tutto sono una cinquantina. I diplomati, dagli 11 del 2012, sono stati 23 lo scorso anno e 17 quest’anno. Purtroppo sempre pochi rispetto alla richiesta di periti che riceviamo dalle imprese. Ogni anno la domanda è almeno il doppio, se non il triplo, di quanto possiamo offrire considerando poi che alcuni studenti continuano gli studi dopo il diploma». E chi decide di entrare nel mondo del lavoro dopo l’esame di maturità trova il posto entro un anno. E non si pensi di dover fare le valigie e partire per l’estero. Il lavoro c’è. E se non è sotto casa è comunque molto vicino. «Il tessile è un settore vivissimo -prosegue Gecele- La crisi l’ha fatto diventare più di nicchia e richiede competenze sempre più all’avanguardia. Ma sono tante le imprese, anche di valle, che richiedono i nostri tecnici. Nell’ottica di non fermarsi nell’aggiornamento e nella formazione abbiamo aderito ad un bando regionale, innovativo per il Veneto, per entrare a far parte del Polo tecnico professionale settore moda che fa capo all’Its “Cosmo” di Padova e la nostra richiesta è stata accolta. Questo porterà ulteriori vantaggi al bagaglio dei nostri studenti». Ecco che la preparazione va dall’ideazione, progettazione e produzione di filati e tessuti all’organizzazione, gestione e controllo della qualità delle materie prime e dei prodotti finiti, dei processi produttivi, passando per l’individuazione di strategie innovative di processo, di prodotto e di marketing fino alla pianificazione delle attività aziendali. Ed è proprio l’adeguamento continuo ai cambiamenti del mercato che ha consentito all’indirizzo nato nel 1945 con i suoi primi 6 diplomati, quando Gaetano Marzotto pensò a questa scuola come alla fucina per la formazione di tecnici specializzati per la sua azienda, che ha permesso al “Marzotto” di rimanere in pista. «Il tessile non è un settore finito e le famiglie non devono pensare a questo corso di studi come un indirizzo di serie B -ha concluso il presidente Bastianello-. Dobbiamo lavorare sulla comunicazione, perché la moda italiana non è una vecchia signora. Siamo di fronte ad un’industria con potenziale enorme che non si esaurisce certo in una sfilata». • © RIPRODUZIONE RISERVATA