«Ora non vogliamo restare in questa casa»

La villa di proprietà dell’ex imprenditore Roberto Marchetto presa di mira da una banda di malviventi che ha sequestrato la famiglia. K.Z.
La villa di proprietà dell’ex imprenditore Roberto Marchetto presa di mira da una banda di malviventi che ha sequestrato la famiglia. K.Z.
Karl Zilliken 22.05.2018

«Abbiamo paura, non vogliamo più stare a casa nostra». La grande villa di via Monte 30 a Brogliano è sbarrata. Tutte le imposte sono chiuse e il parco ben curato è deserto. L'ex imprenditore di abbigliamento motociclistico Roberto Marchetto, 78 anni, e la moglie Maria Pianezzola, 70, hanno deciso, almeno per ora, di andare via. Troppa la paura dopo la rapina con sequestro subita sabato mattina. Insopportabile il disagio nel camminare tra stanze che, nonostante gli anni, hanno smesso di essere familiari e rimandano a quelle ore in balia dei ladri. Anche il genero Riccardo Corsini, nel post su Facebook con cui aveva denunciato l'accaduto, aveva precisato, tra le altre cose che i malviventi avevano privato i coniugi «dell'amore per la propria casa». I FATTI. Marchetto e la moglie si apprestavano a un weekend da nonni da trascorrere con il nipotino di appena undici mesi quando, tra le 7 e le 8.30 di sabato mattina, un commando composto da cinque persone apparentemente di origine straniera ha fatto irruzione nella bella villa di località Monte Boleo a Brogliano. I coniugi e il nipotino sarebbero quindi stati malmenati, trascinati in una stanza e legati. Poi, sono stati rinchiusi per ore, mentre i ladri, che avevano evidentemente pianificato nei dettagli l'operazione, si aggiravano per la villa in cerca di soldi. Il piano dei malviventi si è però arenato quando hanno capito che, oltre a qualche decina di euro e qualche gioiello che aveva un valore più affettivo che economico, non avrebbero potuto portare via. La banda avrebbe urlato e avrebbe insistito per essere condotta verso ricchezze che non c'erano, per poi darsi alla fuga. Quindi, ecco il provvidenziale passaggio del ciclista Carlo Demo intorno alle 11.30 che ha udito le grida d'aiuto e ha liberato la famiglia prima di chiamare i soccorsi. Nel giro di qualche minuto, l'intervento dei carabinieri del nucleo investigativo di Vicenza, della Compagnia di Valdagno e della stazione di Trissino che ora stanno indagando. LA CENA. C'è di più, perché Franco Rasia, un residente di via Monte che vive a circa 200 metri dal luogo dell'accaduto e possiede un annesso rustico proprio dietro la residenza dei Marchetto racconta un retroscena: «Mio figlio aveva organizzato una cena aziendale nella serata di venerdì. È rimasto fino alle 2 nell'annesso con i colleghi. Il mattino dopo, sono sceso al rustico e ho trovato la porta scassinata da mani esperte: si tratta di una porta di vetro, ma non è stata rotta. All'interno, hanno frugato senza rompere alcunché: si sono indirizzati verso salami, soppresse, vino e formaggi e li hanno finiti tutti ma non hanno portato via alcunché. Io sono sceso intorno alle 9, ma dalla villa non ho visto o sentito nulla. Sono ancora sotto choc a pensare che i ladri erano ancora dentro». IL SINDACO. «Esprimo tutta la solidarietà e la vicinanza alla famiglia – dichiara il sindaco Dario Tovo, scosso per l'accaduto -. Siamo ulteriormente in allarme perché a Brogliano non si era mai verificata una cosa del genere. La violazione di domicilio, poi, è ancora più odiosa perché è terribile la sensazione di non sentirsi sicuri nella propria casa. Chiedo ai politici regole rigide per l'accesso al nostro paese da una parte e, dall'altra, chiedo che ci sia la certezza della pena perché chi commette una cosa del genere possa scontare il suo debito in galera e non tornare in libertà poco dopo l'arresto. Recentemente abbiamo installato un impianto di videosorveglianza e le immagini potrebbero tornare utili». • © RIPRODUZIONE RISERVATA