La morte di Davide ferma il paese Disposta l’autopsia

L’azienda agricola di famiglia dove lavorava Davide. FOTO STELLA
L’azienda agricola di famiglia dove lavorava Davide. FOTO STELLA
Giulia Armeni 26.10.2018

Un intero paese sotto choc. La morte di Davide Gobbo, il giovane allevatore di Fara stroncato da un malore mercoledì pomeriggio, ha colpito nel profondo tutta la comunità. E mentre ci si interroga sulle cause del decesso improvviso di un ragazzo di 33 anni, gli organizzatori della Giornata del Ringraziamento in programma domenica hanno deciso di cancellare la manifestazione. Impossibile festeggiare il giorno sacro agli agricoltori a pochi giorni da un lutto così grave che ha scosso la famiglia di Davide e quanti lo avevano visto crescere o avevano percorso con lui un pezzetto di strada, nella sua Fara e a Legnaro, dove aveva frequentato la facoltà di Agraria “Agripolis”. All’indomani della tragedia, al civico 17 di via Boschi sede dell’azienda agricola “Gobbo Bortolo & Figli”, il dolore non lascia spazio alle parole: «I genitori non sono in grado di dire nulla - si limita a far sapere una delle zie del giovane - stiamo aspettando di sapere quando verrà fatta l’autopsia». Vista la giovane età della vittima il pm Gianni Pipeschi ha disposto l’autopsia, ma tutto sembra ricondurre ad un infarto, visto che Davide Gobbo soffriva di una patologia cardiaca. Il decesso è avvenuto intorno alle 15 di mercoledì, quando si è sentito male mentre era al lavoro in una delle stalle. «Lo conoscevo da quando eravamo piccoli, siamo praticamente cresciuti insieme - non si dà pace Martina Caoduro - siamo figli di allevatori, i nostri genitori sono amici di vecchia data, non posso credere che sia successo». Lei, come tutte le persone che in queste ore stanno lasciando sui social messaggi di cordoglio, ricorda con affetto Davide, tratteggiando il ritratto di un ragazzo «fantastico, spassoso, alla mano e volenteroso». «Di recente aveva preso in mano le redini dell’azienda di famiglia – rivela Martina - e così anche per questioni di lavoro, occupandomi io di assistenza tecnico-veterinaria, non mancava l’occasione di sentirsi». Non si vedevano spesso a causa dei rispettivi impegni ma erano rimasti legati da una profonda amicizia anche con Denis Squizzato, uno dei compagni di università al corso di Scienze e tecnologie animali dell’ateneo patavino: «Quando si è diffusa la notizia della morte io e i colleghi di facoltà ci siamo subito rimessi in contatto - racconta - è la seconda tragedia per la nostra classe e siamo tutti profondamente addolorati». Tifosissimo del Milan, bravo nello studio e con il desiderio di perfezionarsi per mettere a frutto le competenze accademiche nell’impresa familiare, Davide era, nei ricordi dell’amico, «scherzoso, genuino, sempre con il sorriso». Un sorriso spento per sempre in un mercoledì di lavoro, quando il giovane si è accasciato a terra vicino ad una delle stalle e non si è più ripreso, nonostante il tempestivo intervento dei soccorritori, avvertiti da un altro dipendente. Inutile ogni tentativo di rianimazione da parte del personale dell’ambulanza, Davide è stato dichiarato morto a pochi passi dalla sua casa, prima di essere trasportato all’obitorio dell’ospedale di Santorso in vista dell’autopsia che ieri non era ancora stata fissata, facendo slittare di conseguenza anche la data dei funerali. • © RIPRODUZIONE RISERVATA