Febbre del Nilo, è psicosi Task force anti-contagio

Il virus del Nilo tramesso dalla zanzara Culex ha già causato vittime
Il virus del Nilo tramesso dalla zanzara Culex ha già causato vittime
Giulia Armeni 25.08.2018

Prepararsi all'emergenza. È questa la linea, realistica più che apocalittica visti i numeri del contagio, messa in campo dal Comune di Villaverla contro il nemico pubblico numero uno dell'estate, la zanzara. L'insetto portatore della temuta e già mortale infezione “West Nile”, che ha quasi provocato una psicosi, come per altri virus dai nomi esotici “Chikungunya”, “Dengue” e “Zika”, è infatti il sorvegliato speciale nel paese che si appresta, l’1 settembre, a condurre un'esercitazione pratica che coinvolgerà Ulss 7 Pedemontana, Protezione civile e 60 famiglie “campione”. Il territorio comunale è infatti uno dei pochi, oltre a Thiene e Piovene già sottoposti alla prova la scorsa primavera, ad aver dato l'ok alla simulazione di un ipotetico scenario di diffusione delle malattie virali trasmesse dalle zanzare. Alla luce degli 105 casi di contagio registrati solo in Veneto, di cui tre a Vicenza, e dei morti che si contano a livello nazionale, il Comune ha deciso di affilare le armi partendo dalla prevenzione, per sensibilizzare la popolazione e al contempo formare una squadra in grado di affrontare un pericolo reale. L'ora “x” scatterà alle 8.30: dopo l'allestimento dell'unità di crisi in municipio e la pianificazione dell'intervento, il personale dell'Ulss, dell'ufficio Ecologia del Comune e della squadra di Protezione civile Ana Valdastico si sposterà nella zona rossa prescelta, ovvero via Treviso e via Bologna, tra Villaverla e la frazione di Novoledo. Lì i cinque team composti da due addetti ciascuno inizieranno a perlustrare casa per casa le 60 abitazioni individuate nel raggio di 250 metri dal punto dove si è simulata la propagazione del virus. Sopralluoghi, già anticipati a mezzo lettera agli interessati, che riguarderanno principalmente i giardini, alla ricerca di eventuali focolai - ristagni d'acqua culla di zanzare - che dovranno essere eliminati con l'aiuto proprio degli abitanti. Scopo dell'esercitazione è infatti inculcare l'importanza dei requisiti minimi per evitare la proliferazione degli insetti e di conseguenza la circostanza emergenziale evocata con l'operazione congiunta. «Semplici buone pratiche - spiega l'assessore all'ecologia Enrico De Peron - come la copertura dei recipienti all'aperto, l'utilizzo di retine sulle griglie e di altri dispositivi come le pastiglie nelle canalette di scolo possono evitare di doversi trovare ad affrontare una disinfestazione vera». Un'ipotesi che, oltre ai controlli porta a porta, comporterebbe anche la bonifica di tutti i parchi e le aree verdi pubbliche e il risanamento delle caditoie attraverso trattamenti specifici. Procedure larvicide che già vengono eseguite mensilmente da maggio ad ottobre da una ditta incaricata dal Comune e che hanno consentito, oltre ad un pizzico di fortuna, di evitare ad oggi la trasmissione della febbre nell'uomo. «Fino ad ora non abbiamo avuto segnalazioni ma la prudenza non è mai troppa», sottolinea l'assessore De Peron. Previste copertura di cisterne e contenitori, eliminazione di ristagni d’acqua e “terapie” contro la proliferazione delle zanzare. • © RIPRODUZIONE RISERVATA