«Più competitivi con le nuove tecnologie»

Sottoriva presidente del raggruppamento di Confindustria.  CISCATOPassaggio di consegne tra Gasparini e il neo presidente Sottoriva
Sottoriva presidente del raggruppamento di Confindustria. CISCATOPassaggio di consegne tra Gasparini e il neo presidente Sottoriva
Giancarlo Brunori 10.06.2018

Laureato in Economia aziendale, «ma mi sento più un tecnico». È seduto nel suo ufficio, in azienda, ma la sua mente pratica è proiettata verso la produzione. E soprattutto verso le sfide che attendono il raggruppamento Alto Vicentino di Confindustria Vicenza dove, l’altra sera, è stato eletto presidente. Pietro Sottoriva è uno al quale non piace perdere tempo. Vista anche la sua formazione (prima della laurea si è diplomato perito tecnico), va dritto al cuore della questione: «Le aziende hanno bisogno di poter lavorare al meglio e, in quest’ottica, si può essere più competitivi grazie alle nuove tecnologie». Sottoriva ha ricevuto il testimone dall’imprenditrice Paola Gasparini «che ringrazio - ha detto - per il lavoro svolto assieme a tutto il Consiglio precedente. Ho sentito il calore e la stima dei colleghi subito dopo l'elezione e soprattutto la vicinanza del nostro presidente provinciale Luciano Vescovi». LE PRIORITÀ. I punti principali dell’agenda di mandato, sviluppando quanto già intrapreso dai precedenti presidenti, sono sicuramente incentivare il rapporto scuola-lavoro «per aumentare il numero di tecnici specializzati, che sono figure fondamentali per il nostro territorio», massima attenzione allo opere viarie «Pedemontana e Valdastico nord soprattutto» e sviluppo delle conoscenze «grazie a quanto già realizzato con il Distretto della scienza e tecnologia (sostenuto da Confindustria)», di cui Sottoriva è fondatore assieme ai colleghi imprenditori Laura Dalla Vecchia e Armido Marana. LA FORMAZIONE. «Ci metteremo a disposizione degli istituti scolastici, per garantire al meglio il futuro dei ragazzi dopo la scuola». Le professioni oggi maggiormente richieste, «anzi introvabili», sono quelle di tipo tecnico: progettisti meccanici ed elettrici, softwaristi di Plc, programmatori di macchine a controllo Cnc e chimici. «Sono ruoli che molti pensano debbano essere ricoperti da uomini, ma non c’è nulla di più sbagliato: penso che per certi lavori le donne sono più portate, perché mediamente più precise e costanti». Non si deve pensare a queste mansioni come usuranti, «anzi oggi sono quelle che gratificano di più perché sono creative, dove le competenze servono e in cui gli stimoli e la crescita professionale sono costanti». Inoltre, chi fa questo mestiere «deve aggiornarsi costantemente e avrà la certezza che un posto di lavoro lo troverà sempre e sarà anche ben retribuito». LE INFRASTRUTTURE. Per la crescita delle aziende sono fondamentali i grandi collegamenti viari perché «senza di essi non potremmo, ad esempio, beneficiare di eccellenze e specificità che magari si trovano a 50 chilometri da “casa” nostra». Le strade mettono facilmente in comunicazione le aziende, ma anche le persone e le loro competenze. «Fondamentale sarà la Pedemontana e non nego che da imprenditore mi stupisco delle storie infinite riguardanti il prolungamento della Valdastico nord, che ritengo indispensabile per aprirci a scenari che darebbero nuove opportunità ai nostri figli e alle nostre aziende». LO SVILUPPO. Confindustria Alto Vicentino ha realizzato con il Distretto della scienza e tecnologia una “vetrina” per le aziende con le mostre “Oltre il sogno” che riguarda il volo e “Oltre l’uomo” riguardante le biotecnologie. «Occasioni di confronto per il nostro territorio che punto ad aprire anche a esperienze esterne, coinvolgendo esperti e utilizzando la mostra quale mezzo per mettere in relazione le nostre aziende, i nostri collaboratori, ma sopratutto gli studenti e gli insegnanti che avranno una corsia preferenziale per conoscere meglio gli imprenditori. L’augurio è che tutti Comuni collaborino con noi per sostenerci in tali iniziative». GOVERNO. Spaziando su questioni nazionali, sul nuovo Governo italiano Sottoriva «parlando a titolo personale e non a nome di Confindustria che è apolitica» ribadisce, in generale, la necessità di un «maggiore interesse dei politici per le aziende e per le loro necessità, così da farsi maggiormente carico delle richieste e delle esigenze degli imprenditori». • © RIPRODUZIONE RISERVATA