«Nuova Ulss , qui vince la medicina di gruppo»

Sindaci e referenti delle Ulss vicentine al convegno. FOTOSERVIZIO CISCATOL’assessore Zorzan e i relatori dell’incontro organizzato dalla Cgil
Sindaci e referenti delle Ulss vicentine al convegno. FOTOSERVIZIO CISCATOL’assessore Zorzan e i relatori dell’incontro organizzato dalla Cgil
Alessandra Dall’Igna 09.06.2018

[FIRMA]L'ex Ulss 4 batte la “cugina” bassanese in termini di capacità di risposta ai bisogni degli utenti e di diffusione sul territorio dell'Alto Vicentino di medicine di gruppo integrate; per contro, l'ex Ulss 3 brilla per l'appropriatezza dell'assistenza erogata e per la presenza di maggiori strutture intermedie e residenziali. Questi i pregi e difetti delle due aziende sanitarie, confluiti ad inizio 2017 nella nuova Ulss 7 Pedemontana, evidenziati dall'Ires, l’Istituto di ricerche economiche e sociali del Veneto, i cui dati sono stati presentati dalla Cgil all’auditorium Fonato di Thiene ai rappresentanti dei comitati dei sindaci delle Ulss vicentine. «Il nostro compito come sindacato è garantire qualità ed efficacia del servizio sociosanitario - ha spiegato Gianpaolo Zanni della Cgil Vicenza - che deve essere capillare e garantire la presa in carico del malato dall'inizio alla fine. Per questo abbiamo chiesto all'Ires di analizzare i dati delle Ulss vicentine per capire l'impatto della fusione». In particolare, la ricerca ha sottolineato come l'attivazione degli strumenti della filiera territoriale sia migliore nell'ex Ulss 4 che, avendo una forte vocazione all'assistenza primaria, in questi anni ha sviluppato principalmente le forme associative della medicina di gruppo integrata a scapito, tuttavia, dell'attivazione di posti letto in ospedali di comunità: zero nel 2016 rispetto ai 12 dell'ex Ulss 3 e ai 21 dell'ex Ulss 5. Sul fronte dell'offerta ospedaliera, invece, l'Ires parla di una migliore efficienza dell'ex Ulss 4 nei ricoveri medici e chirurgici e di una minor frequenza delle ospedalizzazioni per patologie sensibili alle cure ambulatoriali. Le conclusioni tratte dalla ricerca stabiliscono che la capacità di risposta ai bisogno del territorio appare la più elevata a livello regionale per il territorio dell'ex Ulss 4, la quale presenta migliori performance nei tempi di attesa per chirurgia oncologica e nella minor frequenza di abbandoni al pronto soccorso. La ricerca ha invece registrato criticità per l'ex Ulss 4 relativamente alle ospedalizzazioni prevedibili nei casi di diabete e broncopneumopatia cronica istruttiva. «Questo confronto tra ex Ulss 4 ed ex Ulss 3 lo sentiremo ancora per molto tempo - ha affermato Robertino Cappozzo, presidente del comitato sindaci del dell'Alto vicentino - dato che, nonostante la fusione, i distretti sanitari sono rimasti quelli di prima. I dati della ricerca relativi al lavoro fatto nel territorio dell'ex Ulss 4 sono molto positivi, un patrimonio prezioso che abbiamo il dovere di mantenere. Penso ad esempio all'assistenza ai tanti malati oncologici che nell'ultimo mese di vita vengono assistiti dal personale Adi a casa loro anziché in ospedale: queste sono le buone prassi che devono essere diffuse nel territorio perché è questo che la gente ci chiede. Non facciamoci la guerra su chi è il più bravo, sperando che il primario venga a lavorare da noi piuttosto che dall'altro, perché rischiamo di sbagliare obiettivo. Certamente abbiamo bisogno di attivare strutture intermedie che abbiano una buona capienza, in modo da dare risposta alle esigenze del territorio, e questa per noi è una priorità del prossimo piano sanitario».[END]© RIPRODUZIONE RISERVATA