Villa Cita, recupero affidato agli studenti

Gli allievi dell’Engim Veneto partecipanti al progetto.  FOTO CISCATOPendin, Parisotto, D’Incau e Leonardi presentano il progetto.  CISCATOL’esterno di villa Cita con le impalcature per il restauro.  FOTO CISCATOUna delle delicate fasi di restauro di villa Cita.  FOTO STUDIOSTELLA-CISCATO
Gli allievi dell’Engim Veneto partecipanti al progetto. FOTO CISCATOPendin, Parisotto, D’Incau e Leonardi presentano il progetto. CISCATOL’esterno di villa Cita con le impalcature per il restauro. FOTO CISCATOUna delle delicate fasi di restauro di villa Cita. FOTO STUDIOSTELLA-CISCATO
Marco Billo 02.08.2018

La facciata di villa Da Schio Cita torna all'antico splendore grazie al lavoro e alla meticolosa dedizione di 30 studenti, tra i 19 e i 60 anni, dell'Engim Veneto. Dallo scorso maggio lo storico edificio, che sorge sulle pendici del monte di Montecchio Precalcino, si è tramutato in un'enorme aula-cantiere frequentata dagli allievi dei tre anni del corso “Tecnico del restauro dei beni culturali” proposto dall'ente di formazione professionale accreditato dalla Regione. Con un investimento di 75 mila euro - ovvero il primo stralcio di un progetto complessivo di 485 mila euro per il recupero funzionale e il restauro della villa – il Comune ha finanziato l'allestimento del cantiere oltre ad alcune operazioni preliminari come la fornitura del materiale necessario e il ponteggio. Gli studenti dell'Engim hanno eseguito il restauro e la ricostruzione dell'intonaco originario e degli elementi lapidei della facciata. «Ringraziamo l'amministrazione comunale per averci dato la possibilità di vivere quest’esperienza che ci ha permesso di formare i ragazzi nella tutela del territorio e dei beni culturali», dichiara la restauratrice Barbara D’Incau, responsabile Engim del progetto. «Iniziative come queste valorizzano le opere locali attraverso gli occhi e l'operato degli studenti che dalle simulazioni in aula passano al cantiere. Supervisionati dalla Soprintendenza abbiamo lavorato su pietre e intonaci, ricostruendo e integrando. La struttura presentava problemi di distacco degli intonaci che abbiamo risolto con un intervento conservativo». Affidando gli interventi all'Engim, il Comune ha risparmiato circa 30 mila euro che verranno reinvestiti nel progetto complessivo, ma, soprattutto, ha permesso agli allievi del corso «di vivere un'esperienza formativa, pratica e utilissima», commenta il responsabile unico del procedimento, Paolo Pendin. «Stiamo valutando la possibilità di affidare all'istituto anche il secondo stralcio». «È stato interessante», evidenziano due giovani restauratori Alice Ruaro e Michele Greggio. «Capiamo la possibile titubanza nell'affidare interventi simili a studenti: progetti come questo ci permettono però di imparare e le aspettative dei Comuni sul risultato del restauro sono sempre soddisfatte». «A fine estate termineranno i lavori», spiegano il sindaco Fabrizio Parisotto e il progettista Nazzareno Leonardi. «Prossimi step l'installazione dell'ascensore e l'adeguamento dei servizi igienici». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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