Lettera dal carcere
«Non ho ucciso
la vostra mamma»

Angelo Lavarra è stato arrestato con l'accusa di omicidio
Angelo Lavarra è stato arrestato con l'accusa di omicidio
Diego Neri 11.01.2019

MARANO VICENTINO. Angelo Lavarra ha scritto un’accorata lettera dal carcere, dove è rinchiuso da 40 giorni. Ha scritto alle due figlie, scongiurandole di credergli: «Vi penso tutti i giorni e mi mancate moltissimo. Non ho ucciso io la mamma». Poi l’ha spedita ad un amico, affinchè gliela portasse. La missiva è stata vista anche dai carabinieri. Lavarra, 43 anni, guardia giurata, è stato arrestato dai carabinieri di Thiene e del nucleo investigativo provinciale a fine novembre. È accusato dal pubblico ministero Salvadori di aver ucciso la moglie Anna Filomena Barretta, 42 anni, dalla quale si stava separando. Le avrebbe sparato con la sua pistola di servizio, simulando poi il suicidio. La mattina del 20 novembre aveva poi dato l’allarme, facendo accorrere militari e Suem nell’abitazione di via Moro a Marano. Le successive verifiche avevano indotto gli inquirenti a ritenere che fosse stato Lavarra a spararle alle nuca, trascinando poi il corpo e ripulendo il pavimento per quanto era riuscito. Il proiettile aveva colpito la parte posteriore sinistra del capo, mentre Anna è destra: una posizione incompatibile, quella del foro d’ingresso, con il suicidio.

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