«Dopo la sparatoria ho investito tutto sulla sicurezza»

Silvia Dal Maso 19.08.2018

Il pomeriggio di domenica 6 luglio 2014 rimarrà per sempre scolpito nella mente del sindaco di Sarcedo Luca Cortese. A un mese dalle sue elezioni si è ritrovato ad affrontare uno dei più grossi ostacoli del suo mandato, una sparatoria tra famiglie nomadi. Un regolamento di conti che lo ha messo a dura prova perché insieme alla sua squadra ha dovuto riportare un senso di tranquillità quasi perso in tutta la comunità. Cosa avete fatto in concreto? Ho avviato un “Piano Sicurezza” con l’installazione delle telecamere. Oggi disponiamo di quattro punti fissi, di un dispositivo mobile e abbiamo aderito al progetto Varchi. Mi sono poi battuto per la sicurezza stradale: ci siamo preoccupati delle asfaltature, della sistemazione dei marciapiedi, dalla realizzazione di piste ciclabili, del posizionamento dei dissuasori e abbiamo rimodernato l’illuminazione pubblica. In campagna elettorale avevate promesso di mettere al centro la persona. Ci siete riusciti? Ci siamo impegnati molto in questo senso, dando alla comunità una serie di progetti nuovi: siamo stati il primo Comune nell’Alto Vicentino ad avviare un piano di lotta alla ludopatia, aderendo alle nuove normative e prevedendo degli incentivi per i locali pubblici che scelgono di eliminare le slot; abbiamo dato vita al gruppo di Protezione sociale oggi formato da una cinquantina di volontari che operano nell’ambito del sociale, dell’ambiente e della cultura; abbiamo realizzato i “Percorsi permanenti” che presto saranno potenziati con un pacchetto turistico; lungo questi itinerari abbiamo posizionato le casette dei “Libri”; abbiamo realizzato due panchine rosse per dire “no” al femminicidio. Oggi Sarcedo è gemellata con Concordia, comune del Brasile fondato il 29 luglio 1934 grazie all’arrivo in quel territorio di decine di famiglie di Sarcedo. Più filosofia e meno opere pubbliche? Non direi proprio. Abbiamo sistemato la piazza del Cavallino e l’incrocio tra le vie Santa Maria e Madonnetta e sistemato l’anfiteatro di via Vecellio. Abbiamo lavorato tre anni per dare alla comunità un nuovo parcheggio pubblico realizzato sul retro delle media e per mettere in sicurezza la pista ciclopedonale in modo che alunni e studenti raggiungano tranquilli le loro scuole; stiamo discutendo la sistemazione completa dell’area Vulcano. Cosa la rende più orgoglioso? In autunno inizieranno i lavori per la sistemazione del primo piano di villa Ca’ Dotta dove con l’anno nuovo partirà un progetto gestito dall’Ulss 7 rivolto alle persone autistiche. Sono orgoglioso di aver avvicinato i ragazzi alla politica e alla “res publica”, penso all’istituzione del Consiglio del ragazzi e al progetto “Città senza barriere”; di aver portato in paese il Memorial “Valeria Cappellotto” e di aver intitolato la Sala polifunzionale a Giorgia Bernardele. Quali sono stati i momenti più difficili del suo mandato? Oltre al regolamento di conti tra famiglie nomadi, che mi ha messo a dura prova, il momento più difficile è stato dover affrontare il caso della discarica per rifiuti speciali Corsea, perché abbiamo rischiato l’inquinamento delle falde acquifere, un problema complesso che per notti non mi ha fatto dormire. Si ricandida l’anno prossimo? Entusiasmo ne ho da vendere. Sono a completa disposizione e servizio del mio gruppo e di Sarcedo. Penso a lavorare fino all’ultimo giorno del mandato e poi si vedrà. • © RIPRODUZIONE RISERVATA