Thiene Danza e disabilità Nonni e mamme si mettono in giocoThiene | Thiene

Danza e disabilità Nonni e mamme si mettono in gioco

La danza diventa un modo per andarsi incontro fuori dagli schemiUna delle lezioni proposte che hanno coinvolto i bambini e le loro famiglie. FOTOSERVIZIO STELLA CISCATO
La danza diventa un modo per andarsi incontro fuori dagli schemiUna delle lezioni proposte che hanno coinvolto i bambini e le loro famiglie. FOTOSERVIZIO STELLA CISCATO
Alessandra Dall’Igna 08.07.2018

La passione per la danza e il desiderio di viverla come libertà di espressione, l’esigenza di creare legami di amicizia tra bambini abili e con disabilità e il coraggio di alcune mamme determinate a esaudire i sogni dei figli. Tutto questo è “Finalmente Danza”, il progetto di DanceAbility sbarcato a Thiene grazie ad alcune famiglie con bambini e ragazzi dai bisogni speciali che sono riuscite ad avviare un primo ciclo di incontri estivi e a settembre daranno vita ad un corso. Ciò che rende speciali le lezioni di DanceAbility è il coinvolgimento delle famiglie: «Nessuno sta a guardare - spiega Paola Benedini, promotrice del progetto - mamma, papà o nonni sono coinvolti nell’attività e questo rafforza la relazione familiare perché viene usato un linguaggio non convenzionale ma molto diretto e spontaneo: quello del corpo». «Questo progetto - spiega - è nato dal desiderio di far crescere i nostri figli con i loro coetanei, assecondando la loro passione per la danza e la musica attraverso un’attività che li lasciasse liberi di muoversi, senza fini terapeutici. Per tanto tempo ho cercato una scuola di ballo che potesse offrire questo, ma l’insegnamento tradizionale non è adeguato all’esigenza di bambini con disabilità». Da qui è iniziata una lunga ricerca terminata alla onlus Asd Ottavo Giorno di Padova dove operano insegnanti di DanceAbility certificati che si sono resi disponibili a venire a Thiene per un primo ciclo di incontri, cui hanno partecipato dieci bambini disabili con i loro compagni di scuola, e ora per le lezioni estive. «Abbiamo scelto la DanceAbility - continua - perché permette ai bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni di sperimentare le proprie abilità, o disabilità, muovendosi con gli altri e andando oltre i limiti a cui si è abituati, e favorisce lo sradicamento di pregiudizi che abili e disabili hanno gli uni verso gli altri. Anche verso i bambini stranieri: la prima lezione ospitata al parco di Villa Fabris ha incuriosito una piccola nordafricana che si è avvicinata e ha partecipato. Questo per noi è stato importante perché spesso i bambini stranieri, per questioni economiche e di barriere linguistiche, sono esclusi dalle attività extrascolastiche. La mamma di una bambina abile ci ha ringraziato perché la figlia era felice di fare danza senza lo stress e la competizione che si vivono in una scuola». • © RIPRODUZIONE RISERVATA