Verso Colbregonza? La parola ai cittadini

Gli attuali sindaci: da sinistra Giuseppe Panozzo e Davide Mattei
Gli attuali sindaci: da sinistra Giuseppe Panozzo e Davide Mattei
Silvia Dal Maso 15.12.2018

Il momento in cui i cittadini di Carrè e Chiuppano saranno chiamati a esprimere il loro consenso, o dissenso, sulla fusione tra i due Comuni è ormai alle porte. Domani, dalle 7 alle 23, nei vari seggi elettorali dei due paesi, muniti di scheda elettorale e carta d’identità i circa 4500 elettori (2.533 a Carrè e 2.014 a Chiuppano) avranno la possibilità di decidere il futuro delle proprie comunità. Gli ultimi incontri pubblici dei due comitati “Io sono Fuso” e “No Fusione, Sì Collaborazione” si sono svolti rispettivamente giovedì e ieri sera: ognuno ha ribadito il proprio pensiero, favorevole o contrario al “matrimonio”. Ora tocca agli abitanti prendere una decisione. «La fusione nell’unico Comune che si chiamerà Colbregonza, un paese formato da 6.120 abitanti, è un’opportunità da non perdere, per migliorare la qualità di vita, dare servizi e realizzare opere – è convinto il sindaco di Carrè Davide Mattei -. Facciamo questa scelta guardando avanti e non indietro. Una scelta che è figlia di un “fidanzamento” iniziato quarant’anni fa e che adesso deve trovare un lieto fine. Se vince il “no” vedo un futuro poco roseo per i due paesi, si alzerà inevitabilmente una barriera che andrà a danneggiare una buona collaborazione che è stata costruita nel tempo». Come Mattei anche il collega di Chiuppano Giuseppe Panozzo invita i suoi abitanti a partecipare tutti al Referendum di domani, perché in questo modo si darà una forte validità alla decisione presa, che sia “a favore” o “contro” la fusione. E l’invito arriva pure dal comitato “No Fusione Sì Collaborazione” che nei propri incontri pubblici, oltre a sostenere come «I piccoli Comuni sono una risorsa, un patrimonio enorme e non un costo» e ancora che «La fusione non risolve i problemi, ma li maschera e li complica», ha chiesto ai cittadini di non rimanere a casa domenica: «Andate a votare perché qualsiasi sia il risultato è giusto che la partecipazione sia molto alta in modo che, fusione o non fusione, l’esito sia davvero espressione della maggioranza». • © RIPRODUZIONE RISERVATA