Le nozze di Colbregonza benedette dalla Regione

Il tavolo dei relatori durante l’incontro pubblico. DAL MASO
Il tavolo dei relatori durante l’incontro pubblico. DAL MASO
Silvia Dal Maso 29.11.2018

La fusione è «un’opportunità, per migliorare la qualità di vita dei cittadini, per garantire un futuro, per dare servizi e realizzare opere necessarie spendendo meno denaro pubblico». Questo in sintesi il messaggio inviato ai cittadini di Carré e Chiuppano durante la serata informativa organizzata all’auditorium di Chiuppano dal comitato “Io sono fuso” in vista del referendum del 16 dicembre sull’unione dei due paesi per farli diventare Colbregonza. «Il nostro obiettivo è portare il maggior numero di persone a votare», hanno dichiarato i due amministratori Giuseppe Panozzo (Chiuppano) e Davide Mattei (Carré). Un incontro che ha visto la Regione protagonista, con la presenza bipartisan dei consiglieri regionali Maurizio Colman - che ha portato un’analisi tecnica sull’importanza della fusione - e Stefano Fracasso che ha sottolineato come «unirsi non significa perdere la propria identità. Un’identità si mantiene non per il nome, ma essendo comunità a tutti gli effetti». «Vorremmo evidenziare l’importanza istituzionale di questa serata che mostra come la Regione si sia espressa nettamente a favore della fusione», il commento di Panozzo e Mattei. A dare man forte ai due sindaci c'era anche Roberto Padrin, primo cittadino di Longarone e presidente della Provincia di Belluno. «Noi abbiamo fatto la fusione tra Longarone e Castellavazzo nel 2014, mantenendo il nome di Longarone e a quattro anni di distanza posso dire che questa era l’unica scelta possibile per assicurare un futuro alla parte economica, culturale, storica del paese, per non aumentare i costi dei servizi e per migliorare la qualità di vita». Mattei e Panozzo hanno parlato di progettualità: «Unendoci potremmo avere un’unica scuola elementare e la struttura di Chiuppano convertirla in un centro anziani; organizzare il doposcuola; ammodernare le infrastrutture con incentivi statali e avere ogni anno risparmi sulla spesa corrente; mettere in sicurezza antisismica gli edifici; fare interventi sulla viabilità; investire sulla videosorveglianza per la gestione dei rifiuti; mettere in rete la gestione della Collina. Tutti progetti impossibili da sostenere singolarmente». • © RIPRODUZIONE RISERVATA