Doppia contabilità per evadere il fisco Via 751 mila euro

Il sequestro è stato compiuto dai finanzieri della tenenza di Thiene
Il sequestro è stato compiuto dai finanzieri della tenenza di Thiene
D.N. 20.11.2018

Con una doppia contabilità, per anni avrebbe evaso in maniera sistematica le imposte. Di fatto, avrebbe dichiarato al Fisco molto meno di quanto incassava, sottraendo a tassazione qualcosa come 2 milioni di euro in 4 anni. Per questo la guardia di finanza, temendo che facesse sparire, oltre alle tracce dell’azienda, anche le sue, gli ha sequestrato d’urgenza 751 mila euro, per evitare che il presunto debito con l’erario rimanesse tale. E il giudice Gerace ha convalidato il provvedimento. Le fiamme gialle della tenenza di Thiene avevano acceso i riflettori sulla ditta “Huang Xiaoping”, con sede a Lugo in via Monte Ortigara e unita operativa anche a Carrè, che ha chiuso i battenti alla fine del 2016, perchè l’esame delle banche dati segnalava diversi profili di allerta. Esaminando le dichiarazioni dei redditi, i militari hanno deciso di approfondire, ed hanno contattato alcuni clienti dell’impresa, che si occupava del finissaggio di materiali tessili per conto di altre aziende vicentine. Fra il 2013 e il 2016, secondo le fiamme gialle, Xiaoping Huang, 50 anni, avrebbe nascosto a tassazione i 2 milioni (con 450 mila euro di iva dovuta e non versata), presentando dichiarazioni non importo considerevolmente più bassi rispetto a quelli reali, accertati dall’esame delle fatture dei clienti. Per questo, il cittadino cinese, che operava nel Thienese da tempo, era stato denunciato in procura, per la dichiarazione infedele e per aver fatto sparire una serie di fatture. A quel punto i militari si sono resi conto però che l’indagato conservava ampie disponibilità nei conti correnti, ed hanno deciso con il magistrato di procedere d’urgenza, sequestrando sia somme nella sua disponibilità che rapporti finanziari, che hanno portato all’annotazione di una surroga del credito a favore dell’erario. Si tratta in particolare di un’ipoteca volontaria a suo tempo costituita da una terza società, cliente della “Huang” (e non coinvolta nell’indagine), che aveva un debito nei confronti del cinese per alcuni lavori portati a termine e non pagati. I due titolari si erano accordati con il vicentino che ogni mese stacca un assegno da 8 mila euro per saldarlo: quei soldi continuerà a pagarli, ma allo Stato, che li incasserà al posto del cinese come garanzia fino all’importo di 751 mila euro, cioè il valore delle tasse non pagate. Guang avrà la possibilità ora di opporsi al provvedimento, ricorrendo al tribunale del Riesame. • © RIPRODUZIONE RISERVATA