Incendio bis del vigneto «Gesto intimidatorio»

Sono intervenuti i vigili del fuoco di Bassano.  STUDIOSTELLA CISCATO
Sono intervenuti i vigili del fuoco di Bassano. STUDIOSTELLA CISCATO
Giulia Armeni 23.08.2018

Una radura di terra bruciata, al centro di un prato incolto punteggiato di filari di vite abbandonati dopo il primo incendio. Dopo il rogo di martedì pomeriggio innescato da mani criminali è quanto resta lungo via Roncaggia a Maragnole, dove tra i campi coltivati e le cascine ben tenute a due passi dal centro della frazione di Breganze sorgono i vigneti dell’azienda agricola Novello di Sandrigo. Quattro ettari un tempo fiore all’occhiello della produzione di uva vespaiola, tocai e pinot che per il secondo anno consecutivo sono stati dati alle fiamme. E per la seconda volta dopo l’inquietante episodio del 20 luglio del 2017, i carabinieri della stazione di Breganze seguono di nuovo la pista dolosa. Non ci sono testimoni e non ci sono tracce di inneschi per il rogo divampato alle 17.30 e che ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco di Bassano, ma sembrano esserci pochi dubbi sulla natura volontaria del gesto. Una modalità sinistramente mafiosa su cui tutte le ipotesi e tutti i moventi restano aperti ma che secondo la proprietaria di quei terreni, Graziella Novello, è da collocarsi nell’ostilità che da tempo si respira in paese. «Non abbiamo idea di chi possa essere stato - racconta ancora scossa la donna, che incontriamo nella sua casa di viale della Repubblica a Sandrigo, accanto all'azienda di famiglia -. La denuncia sarà contro ignoti, come lo scorso anno ma è chiaro che qualcuno ce l'ha con noi e che stia cercando di speculare sulla nostra proprietà». Il timore della famiglia Novello è che il fuoco dato alle sterpaglie sia un segnale dal duplice significato: una minaccia personale ma anche il tentativo di deprezzare quei quattro ettari che, nonostante lo stato di degrado, avrebbero potuto fruttare ancora in termini vinicoli. «Viti ce ne sono ancora, qualche grappolo lo avrebbero dato anche quest'anno - assicura Graziella Novello -. Ora in queste condizioni la vedo dura, sebbene sia andata distrutta solo una piccola parte del lotto». Dopo le operazioni di spegnimento eseguite dai pompieri, la stessa sera la donna, accompagnata dalla sorella, è stata costretta a tornare in via Roncaggia a Breganze armata di secchi d'acqua per timore che il vento, che nel frattempo si era alzato, potesse alimentare qualche tizzone rimasto acceso. • © RIPRODUZIONE RISERVATA