Scuola, caccia a 900 furbetti delle rette

Un’immagine esterna dell’unico asilo nido comunale rimasto in città
Un’immagine esterna dell’unico asilo nido comunale rimasto in città
Silvia Dal Ceredo 13.06.2018

Tra scuolabus, pasti di mezzodì e rette scolastiche ammonta ad oltre 100 mila euro il cumulo di insoluti relativi ai servizi scolastici cittadini. Ma il Comune non resta a guardare e fa scattare le procedure di recupero delle somme verso i 926 utenti, tra persone in difficoltà economica, sbadati o autentici furbetti, che non pagano quanto dovuto. L’obiettivo è quello di recuperare buona parte delle somme, che costituiscono un gruzzolo non indifferente, seguendo l’iter che va da una notifica iniziale , passando ai solleciti sino al recupero coattivo. RETTE ANNUALI. La morosità delle famiglie si manifesta con maggiore evidenza soprattutto nell'ambito dei mancati versamenti delle rette scolastiche dell'asilo nido comunale Peter Pan di Magrè e delle quattro scuole d'infanzia statali (Ss. Trinità, S. Maria del Pornaro al Tretto, Ca' Trenta e Rossi di via Rovereto) dove negli ultimi tre anni scolastici (2014/15, 2015/16 e 2016/17) il buco totale ammonta a circa 92 mila euro su un importo complessivo di oltre 1 milione e 720 mila euro, a causa di 876 debitori. Sul totale di 10542 utenti dell'infanzia, risultano 852 i non paganti, mentre sui 2108 del nido sono solo 24. SERVIZIO MENSA. Altro fronte delicato è quello della ristorazione della scuola primaria “A. Rosmini”, l'unica in cui il servizio mensa viene ancora effettuato interamente con personale comunale, dato che in tutte le altre elementari statali la competenza è della ditta attualmente concessionaria. I mancati pagamenti negli ultimi tra anni ammontano a circa 6500 euro, per un totale di 38 utenti morosi (sul totale di 517), concentrati soprattutto nell'ultimo periodo 2016/17. TRASPORTO. Anche se in forma molto contenuta esiste anche il problema degli insoluti dello scuolabus . Negli ultimi tre anni sul totale di 943 fruitori (circa 300 ogni anno) solo in 12 devono ancora pagare il conto, per una perdita dalla casse comunali di circa 1800 euro (rispetto al complessivo da incamerare di 218 mila euro). RECUPERO. A non aver pagato i debiti non ci sono solo furbetti che che sperano di risparmiare qualche euro a scapito della collettività, ma spesso capita che le famiglie si trovino in situazioni di difficoltà oggettiva (in particolare per quanto riguarda le rette degli asili) e a quel punto può subentrare l'intervento dei servizi sociali comunali. In ogni caso l'ente pubblico prima procede con una serie di avvisi e solleciti per via bonaria, seguiti poi dall'invio di raccomandate. «In caso di mancato ritiro della prima raccomandata – spiegano dagli uffici comunali – si procede con l'invio di una notifica con eventuali solleciti successivi con medesima procedura. Una volta scaduti i termini delle ingiunzioni di pagamento di tutti gli insolventi (per servizio e per periodo: indicativamente settembre/ dicembre e gennaio/luglio) si procede con l'inoltro della pratica al servizio finanziario per l'iscrizione al ruolo ed il relativo recupero coattivo». Ovviamente la cifra del debito è destinata in parte a diminuire, poiché una parte degli importi potrà essere recuperata, ad esempio in fase di liquidazione del contributo regionale “Libri di testo” per chi ne farà richiesta. • © RIPRODUZIONE RISERVATA