Impallinato dopo anni di disputa sui confini

L’uomo è stato ferito nella sua proprietà da un cacciatore
L’uomo è stato ferito nella sua proprietà da un cacciatore
K.Z. 14.01.2019

Rischia un occhio dopo lo sparo di un cacciatore che lo ha raggiunto mentre era nel suo giardino, un incidente che è avvenuto dopo che per anni, sui confini, c’è stata una disputa con molte doppiette. L’ingegnere 77enne Guido Facci, colpito al volto da una fucilata nei giorni scorsi, e sua moglie avevano spesso discusso con i cacciatori sull'accesso ai confini della proprietà. L'ampio giardino di via Trentini Pierella 1 sarebbe stato violato sistematicamente dagli appassionati della pratica venatoria, a dispetto delle numerose reti installate dai proprietari «che ci sono state tagliate più volte». Da quanto ricostruito, il cacciatore scledense W.G. che ha esploso il colpo non avrebbe varcato questi confini ma le indagini proseguono per stabilire esattamente la dinamica di quanto accaduto e per verificare le distanze da cui è partito il colpo. Non solo la distanza tra il cacciatore e l’uomo ferito, ma anche quella che c’era tra il fucile, le case e le strade, per cui vigono delle norme ferree. Intanto, la questura ha disposto la sospensione della licenza di caccia e i cinque fucili detenuti dal cacciatore sono stati affidati in custodia ad una persona di fiducia. Queste discussioni sui confini un paio d’anni fa avevano già richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Una querelle resa più aspra dal fatto che, secondo quanto ricostruito, durante la stagione venatoria a poca distanza dalla proprietà vengano liberati i fagiani “pronta caccia”. Ed era proprio un fagiano l'uccello che sarebbe stato avvistato dal cacciatore che ha centrato al volto Facci, mettendo molto seriamente a rischio il suo occhio sinistro. Dopo essere stato colpito al volto, con tre pallini conficcati nell’occhio, è stato proprio il cacciatore che l’ha colpito a soccorrerlo. Quindi, la corsa in codice rosso all’ospedale di Santorso dove i medici hanno concentrato ogni sforzo sull’occhio ferito. Poi, dopo la dimissione e il ritorno a casa, l’uomo è stato indirizzato a un altro nosocomio veneto per proseguire le cure e resta adesso sotto costante osservazione tra una visita e l’altra. È stata la famiglia Facci a chiamare i carabinieri per sporgere denuncia. E sono stati i militari dell’Arma a recarsi all'ospedale orsiano per raccogliere la testimonianza di Facci. • © RIPRODUZIONE RISERVATA