Il nascituro soffoca ma viene salvato

Parte dell’équipe di ostetricia in posa nel reparto dell’ospedale di Santorso.  FOTO STUDIO STELLALa nursery dell’ospedale Alto vicentino
Parte dell’équipe di ostetricia in posa nel reparto dell’ospedale di Santorso. FOTO STUDIO STELLALa nursery dell’ospedale Alto vicentino
Karl Zilliken 23.01.2019

Fanno nascere un bimbo in sei minuti dall'allarme e gli salvano la vita. L'équipe del reparto di ostetricia dell'ospedale “Alto Vicentino” di Santorso guidata da Marcello Scollo, l'altro giorno, ha attaccato alla porta del reparto un fiocco azzurro che non potrà dimenticare facilmente. «Questi risultati si ottengono solo grazie al lavoro di squadra e alla presenza di ottimi professionisti». EMERGENZA. Erano le prime ore di visita della mattina di giovedì scorso quando, quasi ultimato il consueto “giro” tra i degenti, in reparto hanno notato che c'era qualcosa che non stava andando per il verso giusto. La mamma all'ottavo mese di gravidanza, una ragazza di 29 anni residente in Val Leogra che era ricoverata per alcuni accertamenti, infatti, aveva segnalato qualche problema. Dopo le verifiche di rito ed istantanee, l'ostetrica di turno ha chiamato dal reparto: «È grave, non c'è tempo da perdere». Era questione di minuti, una corsa sul sottile filo che separa la vita e la morte. Gli accertamenti, infatti, hanno evidenziato che si stava verificando una delle opzioni più pericolose per una gravidanza, il cosiddetto prolasso del funicolo. In parole povere, il cordone ombelicale era sul punto di “strangolare” il nascituro in termini figurati, impedendogli di ricevere sangue ed ossigeno. Senza un intervento d'urgenza, in questi casi l'esito è uno solo per il feto: la morte. E a lungo andare non sono escluse conseguenze per la mamma. Ma, in questa storia, spazio per la tristezza non ce n'è. E questo perché se la chiamata dal reparto è stata registrata alle 7.50 di mattina, l'ora della nascita è stata fissata alle 7.56. Sei minuti in cui, con la corsa in codice rosso in sala operatoria, è stato effettuato un parto cesareo d'urgenza per far venire alla luce 42 centimetri di vita. Il tutto, per quasi 1,7 chili. Le valutazioni cliniche post-parto, però, non hanno fatto cessare l'allarme perché le condizioni del piccolo erano tali da metterne a forte rischio la sopravvivenza. Già dopo qualche minuto, grazie all'assistenza ricevuta dall'équipe ostetrica orsiana, il bambino era decisamente più in salute. Ora, il piccolo resta ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale ma sta bene, si alimenta e cresce di peso. IL COMMENTO. Il primario del reparto di ostetricia e ginecologia dell'ospedale di Santorso, Marcello Scollo, spiega: «Questo bel successo dipende dall'efficienza della struttura e dall'organizzazione: un intervento come questo concluso in così poco tempo è possibile solo se tutti gli elementi sono presenti e possono intervenire tempestivamente. Sarebbe stato impossibile, per esempio, senza la presenza dell'anestesista». Scollo spiega che la straordinarietà dell’accaduto rientra, purtroppo, nella “normalità” dell'emergenza: «Sul totale dei parti – conclude - circa il 18% sono tagli cesarei. Di questo 18%, circa il 10 viene fatto in codice rosso per circa 25 in un anno». • © RIPRODUZIONE RISERVATA