Ponti ai raggi X Test sulle travi e prove di carico

Il ponte di Santa Maria, in via Giarre, in centroIl ponte di san Rocco, situato nell’omonima viaIl ponte di via Roma nella frazione di  Castelnovo. FOTOSERVIZIO ZILLIKEN
Il ponte di Santa Maria, in via Giarre, in centroIl ponte di san Rocco, situato nell’omonima viaIl ponte di via Roma nella frazione di Castelnovo. FOTOSERVIZIO ZILLIKEN
Karl Zilliken 15.01.2019

I ponti di Isola finiscono sotto la lente d’ingrandimento degli esperti. Il Comune, che aveva anticipato nella programmazione delle verifiche il crollo del ponte Morandi, ora si trova in dialogo con il ministero delle Infrastrutture per aggiornare lo stato delle sue opere pubbliche. Dopo lo scorso 14 agosto non si guarda più un ponte con gli stessi occhi. Dopo aver visto e rivisto le immagini di quel moncone che domina Genova, i fotogrammi di quel furgone ad un passo dal baratro e dopo aver sentito i nomi delle vittime innocenti provocate dall’incuria e dalla mancata manutenzione, la percezione di cosa sia un ponte stradale è cambiata. I PONTI. Quando, dopo il disastro, il ministero ha invitato tutti gli enti ad avviare una verifica sullo stato delle proprie infrastrutture, Isola si è così limitata a comunicare che stava per affidare l’incarico avendo da poco avviato un procedimento per sondare il terreno tramite una manifestazione d’interesse. In un primo momento, però, nessun professionista si era reso disponibile a controllare i tre ponti che la giunta aveva individuato. Per rientrare nell’area di interesse di queste verifiche, infatti, i ponti devono avere due caratteristiche: lo scorrimento del traffico pesante e almeno dieci anni di tempo dall’ultima manutenzione. Sono stati scelti i tre ponti che collegano la strada provinciale 46 “Pasubio” con l’altra sponda del torrente Giara, quello di “Santa Maria” in via Giarre dominato dal convento in pieno centro, quello di “San Rocco” nell’omonima via e quello di via Roma a Castelnovo. LE VERIFICHE. I tre ponti saranno sottoposti a numerosi esami, che andranno da una scrupolosa analisi dal punto di vista sismico del terreno su cui sono stati costruiti, ad una verifica dello stato dell’armatura delle travi, passando per dei carotaggi che serviranno tra l’altro a determinare la conservazione e la composizione del calcestruzzo utilizzato nella fase di costruzione; non mancherà una prova di carico statica. Dopo l’indagine di mercato andata a vuoto, il Comune si è trovato a dover affidare direttamente l’incarico per poco più di 34 mila euro all’ingegner Aldo Lorenzetto titolare di uno studio a Piazzola sul Brenta. Nel caso dovessero emergere delle criticità, al momento nascoste ad un esame ad occhio nudo, partirebbero in automatico gli interventi di sistemazione. Dopo gli esiti di veri e propri “check up”, i dati saranno inseriti in un database ministeriale. IL COMMENTO. Il vicesindaco con delega alle manutenzioni, Nicolas Cazzola, commenta sottolineando con alcune considerazioni che la giunta si era mossa prima del crollo del ponte Morandi, analizzando anche altre aree comunali: «Dopo le verifiche di vulnerabilità sismica dei complessi scolastici di Isola e della frazione di Castelnovo, del municipio e della storica Villa Cerchiari, proseguiamo con la valutazione sulla sicurezza dei ponti. Si tratta di verifiche programmate prima del crollo del ponte di Genova e che ci permetteranno di avere la situazione sotto controllo e di programmare eventuali interventi». • © RIPRODUZIONE RISERVATA