Sindaci e silenzio per onorare i Caduti

I cinquanta sindaci schierati davanti al sacrario militare nella commemorazione per i Caduti.   FILOSOFO
I cinquanta sindaci schierati davanti al sacrario militare nella commemorazione per i Caduti. FILOSOFO
Giovanni Matteo Filosofo 10.09.2018

Giovanni Matteo Filosofo Alla fine la banda ha smesso di suonare e in un profondo silenzio ogni sindaco, accompagnato da un fante, si è avvicinato e ha sostato accanto alla tomba del suo concittadino, caduto durante le battaglie della Grande Guerra. Il maestoso cimitero militare monumentale, dove riposano più di 2.000 soldati italiani e austroungarici, fra cui mille militi ignoti, è sembrato riprendere vita da un gesto di umanità che ha unito il passato al presente, il paese natìo ad Arsiero, che da cent’anni veglia sul riposo dei combattenti. È finita così la solenne commemorazione in onore dei caduti del primo conflitto mondiale, che ha visto presenti oltre 50 sindaci di tante regioni italiane che hanno dato i natali a molti giovani soldati che, tramite una lodevole ricerca d’archivio, hanno finalmente ritrovato la strada di casa, la terra d’origine, i loro congiunti che li credevano dispersi chissà dove. «Il mio concittadino caduto – ha detto in Piazza Rossi, prima della cerimonia, Nicola Brosio, sindaco di San Calogero, in provincia di Vibo Valentia - si chiamava Alessandro Occhiato ed era un fante di cui non si è più saputo nulla: era andato in guerra senza sapere perché, dato che allora mancava una cultura storica. Quando sono stato contattato dalla Pro loco e dal comune di Arsiero, per dirmi dove si trovava la sua salma, ho provato un’emozione stupenda: aveva vent’anni, l’età dei miei figli. I giovani dovrebbero sapere cos’è stata la guerra e da dove viene la libertà. Ieri mi hanno accompagnato sul Cimone e ho visto il cratere della mina, le trincee e le postazioni. Darò testimonianza di questo ai familiari di Alessandro e ai nostri giovani». A contendere al collega calabrese la massima distanza da Arsiero (1.200 Km) è stato Carlo Giuseppe Galati, sindaco di Surano, in provincia di Lecce. Il “suo” caduto, Giuseppe Rizzo, fante del 1885. «Appena tornato – ha assicurato – faremo una cerimonia per onorare il nostro compaesano e inaugureremo una stele marmorea da mettere in municipio». Dopo l’alzabandiera il sindaco di Arsiero, Tiziana Occhino, ha letto una poesia di fratellanza e ha idealmente stretto in un abbraccio i sindaci presenti; Giuseppe Margoni, direttore del sacrario militare di Asiago, ha ringraziato i fanti per la cura con cui onorano un luogo sacro come il cimitero monumentale; il presidente del consiglio regionale, Roberto Ciambetti, portando il saluto di Luca Zaia, ha ricordato come Arsiero sia stata scenario di due guerre mondiali. Infine, il prefetto Umberto Guidato: «Commemorare – ha detto – è riflettere su un conflitto che fu dolore e morte, dove i caduti, anche gli eroi, uniti in un unico tragico destino, spesso hanno avuto un’illacrimata sepoltura». Poi, il lungo corteo è sfilato fino al sacrario militare. Lì, il momento più commovente: nel cimitero sono entrati solo i sindaci, chiamati uno ad uno, e accompagnati vicino alla tomba del loro concittadino, a sostare e a pregare, per un uomo ritrovato. • © RIPRODUZIONE RISERVATA