Retata in un capannone Trovati 10 chili di droga

Daniele Massignani
Daniele Massignani
Valentino Gonzato 06.09.2018

La marijuana veniva coltivata ed essiccata nella porzione al civico numero 51 di un capannone in via da Vinci, a San Tomio di Malo, che nelle altre tre parti ospita una moschea, un’autofficina e una ditta di legname. A scoprire la serra e il laboratorio clandestini, grazie a una soffiata, è stata la squadra mobile che ha sequestrato 10 chili di droga, per un valore di circa 100 mila euro, e arrestato Daniele Massignani, 31 anni, residente in via da Vinci a Brogliano, l’albanese Klajdi Vuksani e Michael Robert Visonà, pure loro di 31 anni, che abitano in via Zara e in via Tripoli a Valdagno. I tre, difesi dall’avvocato Elena Peron, sono stati portati in carcere e oggi verranno interrogati. L’INDAGINE. Gli investigatori della quarta sezione antidroga della Mobile, guidati dal vice questore Davide Corazzini e dall’ispettore superiore Antonello Bettini, nei giorni scorsi avevano ricevuto una soffiata da un loro informatore di fiducia. Per prima cosa i detective sono quindi risaliti al proprietario dell’intero capannone, risultato estraneo alla vicenda, scoprendo che aveva affittato la porzione del fabbricato al civico 51 a Massignani. La squadra mobile ha quindi cominciato a seguire gli spostamenti dalla Citroen Ds5 del sospetto, che, attorno alle 9.45 di lunedì è partita da Brogliano e circa un quarto d’ora più tardi ha raggiunto il capannone a San Tomio. Gli investigatori hanno quindi cominciato un appostamento. Qualche minuto prima delle 15 pure Visonà, alla guida di una Citroen Ds4, è arrivato in via da Vinci e si è fatto aprire il portone. LA RETATA. I poliziotti ne hanno subito approfittato per fare irruzione. All’interno del fabbricato, oltre a Massignani e Visonà, è stato trovato pure Vuksani, già noto alle forze dell’ordine perché nel 2009 era stato arrestato per droga e aveva patteggiato 2 anni e 8 mesi di pena. Durante la retata gli uomini della squadra mobile hanno notato che nella porzione del capannone affittata da Massignani erano state ricavate diverse stanze, ognuna delle quali destinata a una fase della coltivazione o della lavorazione della marijuana. Serra e laboratorio erano dotati di un sofisticato sistema di illuminazione, ventilazione e irrigazione. Assieme ai 10 chili di stupefacente sono stati sequestrati diversi pacchi di foglie, che verranno analizzate per accertare se avessero già sviluppato il principio attivo, 487 bulbi seminati in numerose vasche, deumidificatori, climatizzatori, lampade, ventilatori e sacchi di concime. I detective hanno inoltre trovato ricevute del pagamento dell’affitto e fatture delle bollette dell’elettricità, un calendario e un block notes sui quali erano stati annotati date, numeri, codici e pesature delle piante e un manuale per la coltivazione della canapa indiana. Sono state perquisite pure le case degli arrestati, ai quali sono stati sequestrati i cellulari e diverse schede Sim. Massignani, Vuksani e Visonà, accusati di coltivazione e detenzione in concorso di sostanze stupefacenti, sono stati portati in cella, come disposto dal pubblico ministero Serena Chimichi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA