La baby pusher degli adolescenti

Comandante, vice e agenti dei due consorzi di polizia locale durante il blitz nei parchi del centroLe dosi confezionate di droga trovate addosso alla 15enne
Comandante, vice e agenti dei due consorzi di polizia locale durante il blitz nei parchi del centroLe dosi confezionate di droga trovate addosso alla 15enne (BATCH)
Mauro Sartori 22.02.2018

Il blitz della polizia locale al Castello e in Valletta porta alla luce uno scambio di dosi di hashish e marjiuana fra adolescenti e alla denuncia di una ragazza di 15 anni, scledense, che fungeva da collettore delle richieste degli amici. A scovarla è stato il cane Rocky, che l’ha subito individuata fra i frequentatori domenicali del parco, puntando, grazie al suo fiuto infallibile, la tasca del suo giubbotto, dov’erano celate le dosi appena comprate.

 

I CONTROLLI. La polizia locale Alto vicentino, agli ordini del comandante Giovanni Scarpellini e del vice Loris Revrenna, si era mossa dopo le segnalazioni di residenti e frequentatori abituali dei due polmoni verdi del centro storico. Che vi fosse un traffico di droga era già emerso da altre operazioni delle forze dell’ordine che avevano portato alla denuncia di una decina di immigrati africani, fra cui anche richiedenti asilo. Un traffico che è proseguito comunque e che ha portato ora ai controlli effettuati con la collaborazione della polizia locale del Consorzio Nordest Vicentino e dell’unità cinofila antidroga.

 

I SOSPETTI. Durante le ispezioni in Valletta, fra famiglie a spasso nel pomeriggio festivo, in quello che è lo spazio ludico per eccellenza dei bambini, alla vista del pastore tedesco che sta diventando il nemico numero uno degli spacciatori scledensi, una ragazza ha cominciato a mostrare atteggiamenti sospetti, «come avesse qualcosa da nascondere», hanno subito dedotto gli agenti. Il cane puntava il muso sulle tasche del giubbotto della giovane che, vistasi scoperta, estraeva un sacchetto di plastica. All’interno c’erano altri due sacchettini con chiusura ermetica lampo, contenenti 19 palline di hashish e tre agglomerati di marjiuana. «Li ho appena acquistati da alcuni immigrati», ammetteva la quindicenne, sostenendo di aver pagato complessivamente 160 euro. Trattandosi di una quantità non compatibile con il solo uso personale, la ragazza veniva denunciata alla Procura e sarà il tribunale dei minorenni di Venezia a giudicarla. Non è scattato l’arresto sia perché incensurata e per la minore età.

 

LA TECNICA. Da quanto emerso dalle indagini, la quindicenne sarebbe stata mandata avanti da una compagnia di amici per un acquisto collettivo. Per non destare troppi sospetti, gli spacciatori africani contattano prima i consumatori, si fanno dire cosa e quanto loro serve (nei precedenti blitz erano stati trovati anche cocaina ed eroina), si fanno pagare anticipatamente e poi segnalano, con gesti o tramite messaggi, il nascondiglio della droga, evitando, quando possibile, il passaggio diretto che potrebbe essere notato dai frequentatori dei parchi, eletti come area prediletta di spaccio, anche per la vicinanza con alcune vie del centro dove gli stessi stranieri alloggiano. Le indagini proseguono per individuare i soggetti che hanno ceduto alla ragazza le dosi di stupefacenti, destinate tutte a giovanissimi in età compresa fra i 14 e i 16 anni. Nel pomeriggio del blitz si erano dileguati. Nel caso specifico, come rilevato dalla polizia locale, gli adolescenti avrebbero approfittato delle ore libere della domenica pomeriggio per fare acquisti non proprio regolari. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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