Nuoto e bowling, lo sport batte i limiti

Giovani atleti e i loro giovani tutor si mettono alla prova in piscina. FOTOSERVIZIO FADDAConcentrazione e nervi saldi per cimentarsi nel tiro con l’arco
Giovani atleti e i loro giovani tutor si mettono alla prova in piscina. FOTOSERVIZIO FADDAConcentrazione e nervi saldi per cimentarsi nel tiro con l’arco
Antonella Fadda 24.06.2018

Lo sport che unisce, dove le barriere non esistono ma ci sono solo ponti che avvicinano gli uni agli altri. Per fare e diventare squadra. È la filosofia che anima i “Summer camp inclusivi” organizzati dall’istituto superiore “Ceccato” insieme all’associazione castellana Karibu Baskin. Il progetto, nato grazie a Sira Miola dell’ufficio educazione fisica dell’Usp di Vicenza, ha coinvolto per due settimane 45 ragazzi dagli 11 ai 19 anni provenienti dalle scuole di Montecchio ma anche di Brendola, Lonigo e Altavilla. L’obiettivo era fare sport insieme, ragazzi e ragazze, disabili e normodotati, dando il meglio di sé ed ognuno secondo le proprie possibilità. Le attività sportive, tutte tarate su diversi sport paralimpici, si sono svolte nelle varie strutture di Montecchio e Brendola e hanno spaziato dall’atletica al bowling, dal nuoto al tiro con l’arco, dal calcio balilla alle bocce e al baskin fino alla vela al lago di Garda. «Il progetto è risultato primo in Veneto - spiega Miola – e ha quindi ottenuto dei finanziamenti dal Comitato Paralimpico. In questo modo le attività erano gratuite per i ragazzi. Il fine è l’inclusione e in questi 15 giorni tutti si sono fatti nuovi amici». Di inclusione parla anche Marta Peretto di Karibu: «Il messaggio è tutti possono stare insieme con e senza disabilità, collaborando. Il prossimo anno vorremmo organizzarlo ancora e coinvolgere un maggior numero di ragazzi». Ogni studente disabile ha potuto contare su un tutor, un compagno di classe o di scuola, che lo affiancava formando così una squadra. Tra di loro dei ragazzi, di 16 e 17 anni, in alternanza scuola lavoro provenienti anche dai licei scientifici Quadri e Lioy di Vicenza come Davide e Anita. L’altra mattina, al centro “Le Alte bowling” è stata la volta del calciobalilla e del bowling. E allora tutti insieme spazio alla concentrazione ma anche all’entusiasmo e alla voglia di partecipare. «È una bellissima esperienza – affermano Leonardo, Beatrice, Alesya, Maddalena e Luca, tutti studenti del Ceccato e atleti di baskin – si imparano modi diversi per approcciare le persone». «È un modo nuovo di conoscere – aggiunge Anita - e si scopre che non c’è niente di “diverso” ma è normale». A Sofia, una ragazza speciale di Montecchio, sono piaciuti tutti gli sport e non vede l’ora di fare vela; Avverrahaman, che abita a Lonigo, preferisce bowling e tiro con l’arco: «Spero di tornare il prossimo anno» afferma speranzoso. Francesco ha 11 anni e si è tanto divertito in piscina. «Ogni sera guarda le foto della giornata per ore ed ore – spiega per lui Monica Rossetto, l’operatrice di integrazione scolastica – è entusiasta di questa esperienza. Lo sport davvero crea grandi ponti, tutti si adoperano e danno il meglio per riuscire». Soddisfatto anche Andrea Bernabò, responsabile de "Le Alte Bowling”. che ha messo a disposizione la struttura. «Abbiamo sempre dato la disponibilità per questi progetti e lo faremo anche in futuro – dichiara -. Ci fa molto piacere partecipare». • © RIPRODUZIONE RISERVATA