Un gemellaggio per il generale eroe

Il generale Giuseppe Vaccari, nato a Montebello,  è medaglia d’oro al valor militare . GUARDA Istituzioni e associazioni hanno ricordato il gen. Vaccari. GUARDA
Il generale Giuseppe Vaccari, nato a Montebello, è medaglia d’oro al valor militare . GUARDA Istituzioni e associazioni hanno ricordato il gen. Vaccari. GUARDA
Matteo Guarda 01.07.2018

È il primo generale italiano a oltrepassare il Piave, è la Medaglia d’oro delle battaglie di Nervesa che hanno permesso all’Italia di concludere vittoriosamente la prima guerra mondiale, è il senatore cui si deve la realizzazione del museo del risorgimento di Vicenza e le celebrazioni dello scontro risorgimentale di Sorio di Gambellara. Nel contesto delle commemorazioni per il centenario della Grande Guerra al generale Giuseppe Vaccari l’altra sera, nel suo paese natale, Montebello, è stata dedicata una serata con la presentazione dell’ultimo saggio della collana “Vicentini Famosi”, a lui intitolato. All’evento, ha portato i saluti l’assessore regionale Elena Donazzan che ha dato merito all’iniziativa promossa dal circolo Unuci di Vicenza e Bassano e diretta da Luciano Zanini. «Bisogna saper amare i nostri eroi», ha concluso prima di passare la parola al sindaco, Dino Magnabosco, e all’assessore alla cultura, Anna Cracco, che hanno annunciato il gemellaggio culturale tra Montebello e Sernaglia della Battaglia, Treviso, per visitare i luoghi teatro dei sanguinosi combattimenti avvenuti a pochi giorni dall’armistizio con l’Austria-Ungheria. Presenti anche il presidente del circolo provinciale degli ufficiali in congedo, Giustiniano Mancini, e le associazioni d’arma. La figura del general Vaccari, di cui oggi la via principale del paese, già via Maggiore, porta il nome, è stata tratteggiata dal prof. Paolo Pozzato, docente di storia al liceo “Da Ponte” di Bassano, esperto di storia militare del primo conflitto mondiale, consulente di Rai Storia per il ciclo di puntate sulla Grande Guerra. Giuseppe Vaccari, nato il 2 febbraio del 1866 da Eugenio, che perderà quand’era ancora bambino, e Brigida Frigo, è uno dei pochi veneti ad intraprendere la carriera militare. All’Accademia di Modena è il primo del suo corso tra oltre seicento allievi. Entra nei bersaglieri. La sua carriera fila spedita e le prime prove di doti militari le dà nel 1912 durante il conflitto di Libia quale direttore dell’ufficio politico con compiti di “intelligence”. Rientra in Italia nel ‘16 in piena guerra. Combatte sull’Altipiano, nelle Tofane, sull’Isonzo, avrà il comando della brigata “Barletta” e ordinerà perfino alcune fucilazioni evitando però i provvedimenti ancora più gravi toccati alle altre unità. Il 22 aprile ‘17 è generale e capo di stato maggiore della terza armata. Con Caporetto, l’anno dopo, diventa generale di corpo d’armata e partecipa alla battaglia del Solstizio, nel giugno del ‘18. A Nervesa, sul Montello, sarà “fante tra i fanti”, in prima linea, guidando i suoi uomini al grido di “ale alle ale” e ricacciando gli austriaci oltre il Piave. È medaglia d’oro. Di nuovo, contribuì alla vittoria a Vittorio Veneto. Dopo la guerra continuò ad assumere incarichi di prestigio nell’esercito per essere nominato senatore nel ‘28. Da politico promosse la realizzazione del museo del Risorgimento a Vicenza, il tracciato della strada regia oltre l’argine del Guà, l’attuale regionale 11, e promosse il culto della battaglia di Sorio. Muore il 6 settembre ‘37. • © RIPRODUZIONE RISERVATA