«Io, donatore
salvato grazie
alla trasfusione»

Da donatore a beneficiario di una donazione di sangue: la singolare vicenda di un giovane di Montebello
Da donatore a beneficiario di una donazione di sangue: la singolare vicenda di un giovane di Montebello
27.08.2018

MONTEBELLO. Essere donatori, di più presidente di un gruppo, e capire sulla propria pelle cosa significhi davvero donare il sangue. «Ne sono sempre stato convinto, ma quando tocca a te riceverlo allora ti rendi conto che sei fortunato». E lui, Theo Piazza, 31 anni, responsabile nella zona 9 dei volontari della sezione Montebello-Zermeghedo, fortunato lo è stato davvero.

 

Avviato alle donazioni all’età di 18 anni da mamma Maria Beatrice, figura di riferimento della Fidas locale, appassionato di rievocazioni storiche, a fine maggio era rimasto vittima di un incidente tanto assurdo quanto grave. Il cannone che avrebbero dovuto usare durante una manifestazione è esploso durante un tiro di prova. Theo è stato colpito da diverse schegge: portato all'ospedale di Arzignano è stato sottoposto ad una lunga e delicata operazione. «Sono entrato in sala operatoria alle 9 del mattino e ne sono uscito nel pomeriggio, alle 16.30. Prima che potessi essere operato, però, mi hanno fatto 5 sacche di sangue di trasfusione, avevo l’emoglobina bassissima. Senza non avrebbero potuto procedere e non oso immaginare cosa poteva succedermi».

 

Si sente in debito, Theo, che continua: «Sapete quante sono 5 sacche? Un anno e mezzo di donazioni costanti da parte di un uomo. Costanti significa almeno 3 donazioni annue. Dare il proprio braccio ad un infermiere per un prelievo significa dare concretamente una mano al prossimo, a chi ne avrà bisogno». Per questo, non appena toglierà tutte le medicazioni, riprenderà ancora con più vigore la propria opera di volontario.