Due cani trovati morti in un pozzo al Castello

M.G. 11.01.2019

Due cani morti rinvenuti in un pozzo e il terzo salvo per miracolo. A fare la scoperta è stata, domenica scorsa, una giovane coppia in passeggiata con il loro quattro zampe. Il rinvenimento è avvenuto nei dintorni del castello di Montebello, dove i due sono stati richiamati da guaiti lievi di un cane in difficoltà, poi rinvenuto in una sorta di cisterna sotterranea. Per arrivare a scoprire cosa stesse accadendo, la coppia ha creato un varco nella recinzione che protegge il castello e si è fatta strada tra i rami. «Giunti in una zona utilizzata dall'acquedotto - spiega Renzo Rizzi capo nucleo delle guardie zoofile Enpa Vicenza-, dove si erge una vasca in calcestruzzo da cui arrivavano i lamenti, la coppia ha scoperto un cane da caccia vivo ma in estrema difficoltà e sommerso in gran parte dall'acqua. Nello stesso luogo c’erano due cani morti. Uno dei due soccorritori, Alberto Frizzo, ha afferrato l’animale ancora vivo, un cane da caccia setter adulto, salvandolo con l’aiuto di un conoscente, mentre la compagna ha allertato i volontari dell’Enpa del canile di Arzignano per il recupero e la messa in sicurezza dell’animale, il cui nome si è poi appurato essere Dik come confermato dall’anagrafe canina. Si è anche appurato che pur essendo stato intestato per soli 10 giorni a un cacciatore, è stato poi ceduto a un altro cacciatore, che però ora è all'estero: contattato telefonicamente ha ammesso di non averlo più da 3 anni». È quanto accertato dalle guardie zoofile Enpa del nucleo di Vicenza intervenute dopo quanto accaduto. Si sta ora cercando di fare chiarezza su come mai «il cane da caccia fosse all'interno di una zona dove vige il divieto e perché non sia stato fatto il suo passaggio di proprietà, visto che esiste un altro proprietario. Ma soprattutto come è finito nella vasca?». Gli agenti zoofili hanno recuperato le due femmine di segugio, morte, che galleggiavano nell'acqua e che si trovavano lì da almeno tre mesi visto l’avanzato stato di decomposizione. Dal microchip, il proprietario è risultato un cacciatore della zona che ne aveva denunciato lo smarrimento. «Le indagini - assicura Rizzi - non si fermeranno, gli animali sono stati posti sotto sequestro. Si lavorerà anche su eventuali responsabilità del proprietario del pozzo che non ha provveduto a coprirlo e a metterlo in sicurezza». • © RIPRODUZIONE RISERVATA