«Le nuove strade portano più lavoro»

Uno scorcio del cantiere della superstrada pedemontana veneta nell’Ovest Vicentino. FOTO ARCHIVIOIl comparto metalmeccanico traina l’economia delle imprese artigiane
Uno scorcio del cantiere della superstrada pedemontana veneta nell’Ovest Vicentino. FOTO ARCHIVIOIl comparto metalmeccanico traina l’economia delle imprese artigiane
Giorgio Zordan 11.10.2018

In ripresa l’artigianato a Montecchio Maggiore. Lo conferma Ruggero Camerra, presidente mandamentale di Confartigianato che rappresenta circa 600 ditte presenti sul territorio. «Stiamo attraversando un buon periodo, almeno in riferimento ad alcuni settori che però sono quelli trainanti per la nostra zona. La dimostrazione che c’è un nuovo slancio è rappresentata dal fatto che le aziende stanno cercando personale, e in alcuni casi, fanno fatica a trovarlo». I picchi di produttività non sono quelli del 2007, ovvero prima della crisi. Ma ci sono ampi spiragli e adeguati spazi di manovra per gli artigiani. «Quei picchi di produttività - prosegue Camerra - bisogna scordarseli. L’andamento però è positivo. I pagamenti a fine mese sono regolari e questo significa che l’economia sta girando nel verso giusto». Sugli scudi ci sono ci comparti della metalmeccanica e dell’edilizia con tutto ciò che ruota attorno come i settori dei piastrellisti, degli elettricisti e degli idraulici. «In particolare abbiamo notato che c’è una riscoperta per la ristrutturazione, eseguita con qualità: le ditte rimaste in piedi hanno saputo adattarsi. Tira anche il benessere, in questo settore le aziende sono aumentate, ci sono state nuove aperture». Le figure professionali particolarmente richieste riguardano meccanica, elettromeccanica ed edilizia. «Stando ai dati in nostro possesso - conclude Camerra - il settore utensili e assimilati faticano a trovare fabbri. Non da meno riguardo al personale addetto a macchine a controllo numerico. Gli studenti che escono dagli istituti professionali, ma anche da quelli tecnici, praticamente sono prenotati ancor prima di concludere gli studi. Non a caso c’è una profonda collaborazione tra la scuola e le aziende del territorio. Ma anche figure meno professionali, come quella del muratore sono in via di estinzione: finita questa generazione il ricambio non sembra assicurato». La ripresa è confermata anche dai dati forniti dallo sportello Suap (Sportello unico attività produttive) del Comune di Montecchio. Dalle 180 pratiche trattate nel 2015, nel 2016 si è passati a 213 e nel 2017 a 242: nei primi nove mesi del 2018 sono 161. Le richieste vanno dagli interventi minori a quelli più consistenti come ampliamenti sulle strutture esistenti fino a nuove aperture di attività. «Il trend - commenta l’assessore alle attività produttive Gianluca Peripoli - è positivo da due o tre anni. Abbiamo avuto parecchie richieste di aziende che vogliono insediarsi o allargarsi e ciò è sinonimo di ripresa anche se al momento possiamo parlare di una ripresa a macchia di leopardo. Per evitare speculazioni e andare incontro alle esigenze degli imprenditori non abbiamo creato nuove aree industriali, ma valutato caso per caso, attraverso il Suap, le reali intenzioni di ampliamento acconsentendo a chi intende investire nelle proprie attività». Sulla ripresa pesa anche la collocazione di Montecchio. «È diventata un’area ambita. La sua posizione, essendo crocevia di strade tra Verona e Vicenza, tra il Basso e l’Alto Vicentino, ed essendo interessata dalle future grandi infrastrutture come Pedemontana, nuovo casello autostradale, Tav, nuova stazione ferroviaria, è strategica e quindi appetibile». • © RIPRODUZIONE RISERVATA