«Ho mollato tutto per diventare
un'imprenditrice in infradito»

Carlotta Mettifogo (foto Facebook)
Carlotta Mettifogo (foto Facebook)
A.F.30.09.2018

MONTECCHIO MAGGIORE. Un'imprenditrice in infradito. Sta sicuramente realizzando il suo sogno Carlotta Mettifogo, che da Montecchio Maggiore si è trasferita in Brasile. Ma Fortaleza, che si trova nel nord est dello Stato verde-oro, è ben lontana da Rio Grande Do Sul, la regione meridionale dove una volta i veneti si trasferivano per trovare lavoro e fortuna.

 

La passione di Carlotta per il Brasile è iniziata 14 anni fa quando, giovanissima, ha deciso di fare un viaggio di volontariato. «Rimasi tre mesi - racconta - tra case famiglia con bambini abbandonati e favelas. Questo Paese mi è rimasto nel cuore e imparare a conoscere la lingua mi ha aperto, anni dopo, anche possibilità lavorative». Nel 2011 la 40enne viene assunta in un'azienda dell'Alto Vicentino, lascia la famiglia che vive ancora a Montecchio e parte. Così iniziano i voli intercontinentali. «Mi occupavo del Brasile e viaggiavo parecchio - prosegue -. Dopo tre anni la situazione era diventata poco sostenibile così ho deciso di trasferirmi a San Paolo. Successivamente ho cambiato azienda e mi sono stabilita a Fortaleza, dove oggi vivo».

Ma il sogno di Carlotta era un altro: voleva dedicarsi al turismo, alla scoperta di zone poco conosciute agli italiani, lontane dai classici tour. «Non ho scelto Fortaleza, ma Fortaleza ha scelto me - afferma sorridendo -. È capitata qui un'opportunità lavorativa e l'ho colta. In questa zona non arrivarono, decenni fa, i nostri immigrati ma è stata scelta in tempi più recenti dagli italiani, per stabilire business e aziende. Oggi a Fortaleza è presente una comunità italiana imprenditoriale abbastanza consistente, la maggior parte che si dedica alla parte immobiliare e al turismo». Proprio il turismo diventa il suo pane quotidiano e decide di portare l'italianità nella patria del samba. «Mi occupo di turismo ricettivo, organizzo e gestisco viaggi per tour operator. Vado sempre alla ricerca di qualcosa di diverso della solita spiaggia come visite in fazende coloniali, avventura e off-road, turismo sportivo con viaggi con kite surf, o in bicicletta o camminate. Anche ecologia con la possibilità di alloggiare nelle case della popolazione nativa e praticare il turismo comunitario e sostenibile».

 

Nonostante la sua vita sia ormai dall'altra parte del mondo, Carlotta ritorna almeno una volta all'anno a Montecchio. E alla domanda se oggi si sente più italiana o più brasiliana risponde: «L'Italia è la mia "madre naturale" e il Brasile quella "adottiva". Quando sono in Brasile mi manca l'Italia e quando sono in Italia mi manca il Brasile. Il giusto compromesso? Fare a metà per non sentire la nostalgia, delle due madri».