La Grande Guerra e la strada dei Berici

La strada militare costruita nella prima guerra mondiale da località Cerro di Brendola a Torri di Arcugnano. FOTO RECUPERATE DA ISABELLA BERTOZZOUn’altra immagine dell’epoca riferita alla strada militare che arrivava a Torri di ArcugnanoSoldati al lavoro per la costruzione della strada militare sui colli BericiIl trasporto di un pezzo d’artiglieria con un trattore dotato di ruote cingolate
La strada militare costruita nella prima guerra mondiale da località Cerro di Brendola a Torri di Arcugnano. FOTO RECUPERATE DA ISABELLA BERTOZZOUn’altra immagine dell’epoca riferita alla strada militare che arrivava a Torri di ArcugnanoSoldati al lavoro per la costruzione della strada militare sui colli BericiIl trasporto di un pezzo d’artiglieria con un trattore dotato di ruote cingolate
Isabella Bertozzo 16.12.2018

Quale scopo poteva avere costruire una strada militare sui Colli Berici, a decine di chilometri dal fronte? Da questa domanda ha preso avvio la ricerca condotta da Corrado Maran di Brendola, appassionato ricercatore storico della Grande Guerra, sulla Strada militare che parte da località Cerro di Brendola, risalendo la collina fino a Perarolo, per poi scendere verso Torri di Arcugnano. Che fosse a tutti gli effetti una strada militare lo testimonia il confronto con altre infrastrutture dell'epoca, ad esempio la strada – in seguito chiamata Strada Cadorna – che da Romano d'Ezzelino porta a cima Grappa. «Lo stesso generale Cadorna – spiega Maran – comandante supremo militare, verso la fine del 1916 incaricò alcuni ufficiali del Genio militare di realizzare le infrastrutture necessarie per fare in modo che il Grappa fosse il caposaldo di una nuova linea di difesa, nel caso avesse ceduto il fronte in Cadore. La strada da Romano a cima Grappa era una di queste: aveva una pendenza del 7 per cento, una sede stradale larga 5 metri e erano presenti piazzole di scambio nei pochi tratti in cui si restringeva. La pendenza era una caratteristica importante, vista l’esigenza del Regio Esercito di trasportare le batterie da posizionare nelle varie postazioni di artiglieria. La strada militare Arcugnano-Brendola aveva le stesse caratteristiche, 5 metri di larghezza e una pendenza del 7 per cento». Ma quali batterie si dovevano trasportare sui Colli Berici, e perché? La risposta arriva dalla considerazione che era stata pianificata una strategia di difesa nel caso di sfondamento del fronte sul Grappa; il ripiegamento avrebbe dovuto avvenire sulla zona del Bacchiglione, e i Colli Berici diventavano una postazione strategicamente importante. «Di questa linea di difesa – continua Maran – faceva parte anche una nuova strada di collegamento tra la provinciale veronese e la Riviera Berica, ed ecco la Strada militare Arcugnano-Brendola», che sfruttava in parte una strada preesistente. A Brendola i lavori iniziarono tra la fine del 1917 e l'inizio del 1918 sotto la direzione del Genio militare della I^ Armata, quelli a Torri di Arcugnano iniziarono nella primavera del 1918 sotto la direzione del Genio della IV^ Armata. La competenza su Monti Berici era infatti suddivisa tra le due Armate. «Ogni cantiere era diretto da un ufficiale e la manodopera era formata da operai militarizzati e da persone che risiedevano in zona, impiegate per 11 ore al giorno». Uno dei problemi che dovette risolvere il Comando del Genio militare, spiega ancora Maran, fu l’eccessiva pendenza delle strade che scendevano a valle dai Colli Berici: «Si decise di costruire due tratti ex novo, il primo dal Cerro fino al Lavo a Brendola, e il secondo dall’abitato di Arcugnano fino alla frazione di Torri il tutto per avere una pendenza del 7 per cento. Furono eseguite altre tre rettifiche: una in località Strabusene a Brendola, un’altra a Perarolo scendendo in direzione Spianzana e per finire in prossimità dell’intersezione delle provinciali 19 e 106 prima dell’abitato di Arcugnano». Dovettero inoltre essere eseguiti degli espropri di proprietà private per rispettare la larghezza di cinque metri. Oltre che come collegamento, la Strada militare fu utilizzata proprio per il trasporto di batterie di artiglieria, visto che nei primi mesi del 1918, come attesta l'allora parroco don Francesco Cecchin nel libro cronistorico della parrocchia, sui Monti Comunali si fecero numerose esercitazioni belliche: «Durante la Messa parrocchiale – scrive – si aveva l'impressione e il sentimento di venire sepolti sotto le macerie della Chiesa, talmente tremavano la terra e i muri della Chiesa. In una giornata ci fu un saggio di combattimento con artiglierie, fanterie, bombarde, bombe ed aeroplani sovrastanti e operanti (…) Durante i tiri le case dei monti comunali e il gruppo detto dei Campieri sopra il Lavo furono fatte sgombrare. Le piazze delle artiglierie erano sui monti di Perarolo, rivolte le bocche nel territorio di Brendola». Esercitazioni che peraltro causarono feriti tra gli stessi soldati e tra i civili. Dopo la guerra la Strada militare fu utilizzata per scopi civili, e il Comune di Brendola dovette provvedere a sistemarne alcuni tratti. La presa in carico ufficiale del tratto nel territorio brendolano fu preceduta, il 3 febbraio 1923, da un verbale firmato dal commissario prefettizio di Brendola, Luigi Libondi, e il capitano Dino Bartolucci per il Genio militare. Nel giugno del 1924 il Consiglio comunale, sindaco Marco Castiglion, deliberò la presa in consegna della strada, senza peraltro assumersi responsabilità circa gli espropri e i danni ai privati causati durante la costruzione. La Reale Sezione tecnica catastale di Vicenza, peraltro, ne ebbe formale notizia solo nove anni dopo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA