Omba, lo stipendio è solo per un mese

L’ingresso della Omba. Ieri  incontro tra liquidatore e sindacati
L’ingresso della Omba. Ieri incontro tra liquidatore e sindacati (BATCH)
Andrea Frison12.01.2018

Ai dipendenti della Omba sono stati garantiti gli stipendi per il mese di gennaio. Lo hanno assicurato ieri mattina i vertici dell’azienda di Torri di Quartesolo, ufficializzando con le rappresentanze sindacali l’apertura della procedura di licenziamento collettivo che riguarderà 119 dipendenti. Omba, azienda leader nel settore della carpenteria metallica, da fine dicembre si trova in liquidazione. A minare quella che era un’azienda capace di generare un fatturato di 74 milioni di euro, sarebbero stati trenta milioni di crediti non recuperati e dichiarati inesigibili dagli istituti bancari. «L’azienda ha assicurato che le risorse economiche per pagare gli stipendi ci sono - riferisce Carlo Biasin, segretario generale della Uilm Vicenza -. Pertanto i lavoratori per questo mese saranno a carico dell’azienda, visto che con la richiesta di concordato liquidatore depositata in dicembre, sono venute meno le condizioni per beneficiare della cassa integrazione». Quello che avverrà in seguito, comincerà a definirsi negli incontri in programma la prossima settimana, tra azienda e sindacati. Il primo sarà lunedì mattina, nella sede di Confindustria a Vicenza. Martedì pomeriggio, alle 15, è stato convocato un tavolo di confronto in Regione, al quale sono invitati i sindacati, Confindustria e la direzione dell’azienda. Un terzo appuntamento, non meno importante, sarà l’assemblea con i lavoratori, fissata per mercoledì 17, in azienda. «È impensabile trovare un accordo già lunedì - spiega Biasin -. Si tratterà di un primo approccio. In Regione valuteremo la possibilità di ricorrere a qualche altro tipo di ammortizzatore sociale». Dall’avvio della procedura di licenziamento collettivo, scattata ufficialmente ieri, la legge prevede 75 giorni di tempo, prima che i licenziamenti vengano eseguiti. Da qui ai primi di giugno, quindi, ogni giorno sarà prezioso per tentare di rilanciare l’azienda. «Sono due le strade che cercheremo di percorrere - spiega Biasin -. La prima è di convincere la proprietà, che fa capo a Vittorio Malacalza e ai figli Mattia e Davide, di investire nuovamente nell’azienda. È una proposta già bocciata dai soci, ma farla è doveroso visto che la situazione che si è creata non è assolutamente dipesa dai lavoratori». La seconda strada che i sindacati tenteranno di percorrere è quella di individuare un compratore. «Si tratta di un’attività industriale che ha un certo valore e un solido know how - spiega Biasin - auspichiamo che ci sia l’impegno di tutti per cercare soluzioni che tengano insieme l’azienda. Verificheremo sul mercato se ci sono interessi. È un’azienda importante, non è una scatola vuota, anche ora commesse in portafoglio ce ne sono». Da questa settimana, terminate le ferie per le festività natalizie, i dipendenti sono tutti tornati in azienda, anche se non tutti sono “saturi” sul piano dei carichi di lavoro. L’incarico del commissario liquidatore è stato affidato a Carlo Di Paolo, da dieci anni amministratore delegato di Omba. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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