Svaligiata la casa dei coniugi morti

Diana Crisetig e Adriano Galvanin in un momento felice. Sono morti a distanza di 24 ore l’uno dall’altra
Diana Crisetig e Adriano Galvanin in un momento felice. Sono morti a distanza di 24 ore l’uno dall’altra
Luisa Nicoli 26.01.2019

Probabilmente sono venuti a conoscenza della scomparsa della coppia, Adriano Galvanin e Diana Crisetig, i coniugi di Altavilla legati da oltre 60 anni che hanno perso la vita in questi giorni, i ladri che nella notte tra giovedì e venerdì hanno svuotato la loro abitazione in via Paganini. «Nemmeno i morti vengono lasciati in pace» diceva ieri con amarezza la figlia Katia. Che insieme al fratello Antonio, oltre al dolore di aver perso entrambi i genitori nell’arco di poche ore, ha dovuto scoprire anche che la casa di mamma e papà è stata svaligiata dai ladri. I malviventi sono entrati forzando e danneggiando la porta di ingresso e una volta all’interno dell’abitazione hanno messo tutto a soqquadro. Probabilmente cercando in primis gioielli e denaro che però non hanno trovato. «Ovviamente le cose di valore le avevamo già portate via in gran parte – continua la figlia Katia Galvanin – e così hanno praticamente smontato e svuotato tutto. Cassetti, armadi. Hanno gettato a terra le cose lasciando tutto sottosopra». Il bottino del furto, ancora da quantificare con esattezza, si aggira però tra i 10mila e i 15mila euro. «I ladri hanno prelevato gli arredi in pratica. Ogni oggetto che potevano portare via. Quadri e poi tappetti, argenteria, anche le posate d’argento. Cose che pensavamo di poter recuperare con calma, con il tempo, e invece ci ha pensato qualcun altro a svuotare casa dei nostri genitori». La scomparsa di Adriano Galvanin, 83 anni, e della moglie Diana Crisetig, 77 anni, aveva commosso l’intera comunità. Perché dopo oltre 60 anni di vita insieme, trascorsi tra il Belgio e Altavilla, se ne sono andati praticamente lo stesso giorno, tra domenica e lunedì, a poche ore di distanza uno dall’altro. «Come se si fossero chiamati» raccontava la figlia Katia dopo la scomparsa della coppia. Si erano conosciuti in Belgio, a Bruxelles, dove i genitori di Adriano Galvanin avevano aperto un ristorante. Lì hanno vissuto per diversi anni. Erano ritornati ad Altavilla nel 1992, con i figli Katia e Antonio. In quella che sognavano: una bella casetta col giardino. «Il loro paradiso» ricorda Katia. «Nemmeno dopo la morte una persona può stare in pace e i loro familiari nemmeno. Rabbia? No – conclude la figlia - piuttosto un grande senso di vuoto, quello che provocano queste persone quando compiono un atto come questo. In una casa in cui ci restavano gli affetti. Hanno portato via oggetti che per loro non hanno un gran valore ma che per noi invece ne hanno tantissimo, soprattutto in questo difficile momento in cui abbiamo perso i nostri genitori da pochi giorni. Non hanno commesso particolari atti vandalici, ma qualche danno, oltre alla porta forzata, c’è. E soprattutto la situazione tragica che ci siamo trovati davanti all’interno. È tutto davvero molto triste». Il furto è stato regolarmente denunciato ai carabinieri. • © RIPRODUZIONE RISERVATA