Tbc all’hotel dei profughi «Ora rischio quarantena»

Un’analisi compiuta all’interno di un laboratorio ospedaliero.  ARCHIVIO
Un’analisi compiuta all’interno di un laboratorio ospedaliero. ARCHIVIO
Giulia Armeni 12.09.2018

L'ex hotel Ginia in «quarantena». Per ora è solo un'ipotesi ma basta questa parola invocata dal sindaco Giuliano Stivan a render conto della preoccupazione che serpeggia a Sandrigo, dopo la scoperta che un giovane richiedente asilo affetto da tubercolosi ha vissuto fino a pochi giorni fa nella struttura di via Monte Grappa, prima di far perdere le sue tracce. Una scoperta che il primo cittadino ha fatto ieri mattina leggendo il nostro Giornale e che lo ha mandato su tutte le furie, mettendolo al contempo in allarme: perché «nessuno, dalla cooperativa Aurora» che gestisce l'albergo oggi Tourist Hotels e gli attuali 40 migranti, lo aveva «avvertito della presenza di un malato così grave di Tbc polmonare». E perché la presenza nell'hotel e quindi in paese di una persona con una patologia così contagiosa mette in pericolo la salute pubblica, ergo i cittadini. «Tubercolosi a Sandrigo? Ma scherziamo?». Quasi non si capacità Giuliano Stivan che proprio da quell'ex Ginia dove nel 2015 iniziò la crociata contro l'accoglienza “selvaggia” all'insaputa dei Comuni arrivi ora una nuova pugnalata alla comunità. «C'era un ragazzo malato e non ce l'hanno detto, è una cosa gravissima - tuona Stivan -. Tanto più che il 4 settembre c'è stato un incontro con la cooperativa, la quale continua a chiedere i documenti d'identità per i migranti ma non ritiene evidentemente necessario farci sapere che accolgono una persona con la tubercolosi». Un fatto sconcertante per il sindaco che ora intende andare fino in fondo alla vicenda, temendo per la salute dei suoi concittadini: «Valutiamo sia una querela nei confronti della cooperativa che la messa in isolamento dell'albergo». Scenario quest'ultimo che resta in stand-by in attesa della relazione dell'Ulss 8 a cui il sindaco si è subito rivolto ieri non appena appresa la notizia. Agli organi sanitari è stata inoltrata infatti la richiesta della documentazione relativa al profugo con la Tbc polmonare ma anche quella sullo stato di salute degli altri ospiti e di chi li frequenta, in un'ottica di profilassi. All'“Aurora”, presieduta da Madalina Maria Doicessu e che all'unico numero telefonico disponibile suona sempre a vuoto, è stata notificata invece la domanda-pretesa di informazioni anagrafiche sul malato, la data di arrivo in via Monte Grappa, quella degli esami clinici e soprattutto quella della sparizione. Elementi fondamentali per il primo cittadino sia per cercare di inquadrare meglio la situazione che interessa questa persona scomparsa prima di conoscere la diagnosi sul malessere che da giorni lo affliggeva - la forma più aggressiva di tubercolosi - sia per decidere come muoversi a livello di protezione della salute e dell'incolumità pubblica. «Come responsabile sanitario ho il dovere e il diritto di tutelare i miei concittadini - ribadisce Stivan -. Quindi anche di adottare tutti i provvedimenti urgenti necessari». Risposte potrebbero, almeno dovrebbero, arrivare già nella giornata odierna, mentre si cerca soprattutto entro i confini sandricensi il giovane in questione. • © RIPRODUZIONE RISERVATA