Il bar cambia gestione Clienti contro il parroco

Il rassicurante volto della barista Claudia Gaspari. ARMENI
Il rassicurante volto della barista Claudia Gaspari. ARMENI
Giulia Armeni 15.01.2019

Nessuno tocchi il bar della parrocchia di Cresole. Non un bar qualunque ma “il” bar, quel “Food Mood” accanto alla chiesa che da quattro anni è, per gli abitanti del piccolo centro calidonense, punto di riferimento e di ritrovo intergenerazionale. E che da oggi, almeno nella gestione dell'amatissima barista Claudia Gaspari e della società “Europe Service”, chiuderà definitivamente. Una doccia gelata per i residenti che, sebbene l'esercizio sia già stato affidato dal consiglio economico dell'unità pastorale Cresole- Rettorgole ad un nuovo gestore, non si rassegnano alla fine di un'epoca felice per la frazione, rinsaldatasi in tempi recenti proprio attorno alla caffetteria aperta nel 1982 come circolo del Movimento cristiano lavoratori. Da quando la notizia dell'addio del “Food Mood” si è diffusa, poco prima di Natale, il paese contesta la decisione del parroco di Cresole e Rettorgole don Simone Stocco di assegnare ad un altro affittuario la conduzione del locale. Decisione maturata, per la verità, dopo che la stessa “Europa Service” aveva disdetto con due anni di anticipo il contratto di locazione. «Abbiamo saputo che il “Food Mood” avrebbe chiuso a cose fatte, non c'è stato nemmeno il tempo per avviare una raccolta di firme tra la gente», è l'affondo di Nicla Signorelli, portavoce di un folto gruppo di cresolani. «Non ho fatto altro che trovare in tempi rapidi una soluzione per assicurare la continuità del bar, fondamentale per la nostra comunità, dopo che ci era stata comunicata la volontà di andarsene da parte del gestore», è la replica del parroco. In mezzo, tra le accuse degli uni e la difesa dell'altro, una vicenda complessa iniziata con la rescissione anticipata dell'accordo da parte di “Europe Service”, ritirata però quando già la parrocchia aveva dato mandato ad un nuovo titolare. «Questo perché, nonostante l'ottimo servizio svolto dalla barista Claudia ( dipendente di “Europe Service”), l'unità pastorale non ha mai accolto le richieste di migliorie all'edificio, tra cui una copertura per il plateatico esterno e anzi avrebbe voluto aumentare l'affitto mensile», attaccano gli avventori, riuniti ieri mattina per l'ultimo saluto al “Food Mood”. «Non è giusto che finisca così, si fa un enorme danno a Cresole – si infervora un'anziana signora – quest'ultima gestione è riuscita a creare un ambiente sicuro e vivace per grandi e piccoli e il parroco e il consiglio per gli affari economici non hanno saputo riconoscerlo». E così, tra striscioni di commiato disseminati davanti al bar - “Ciao Claudia, lasci un luogo ma nel nostro cuore tu non vai...resti” - e proposte di boicottaggio della chiesa di Cresole - “don Simone non doveva farci questo” - i 1500 abitanti della frazione si sentono, da oggi, orfani della presenza rassicurante e familiare di Claudia e del suo “Food Mood”. • © RIPRODUZIONE RISERVATA