Morto dopo lo schianto All’automobilista 8 mesi

La moto di Simone Franchin dopo il drammatico incidenteSimone Franchin
La moto di Simone Franchin dopo il drammatico incidenteSimone Franchin
M.B. 13.12.2018

Nonostante il divieto di svoltare a sinistra, Roberto Lisa, 48 anni, l’8 febbraio di cinque anni fa, a bordo della sua “Giulietta”, compì comunque la manovra vietata immettendosi sulla Marosticana senza però dare la precedenza alla moto condotta da Simone Franchin, 43 anni, che andò a schiantarsi contro un palo. Per il motociclista, che abitava con la famiglia in via Manzoni a Grisignano, non ci fu nulla da fare. Lisa, dopo gli accertamenti della polizia stradale, venne iscritto sul registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo (all’epoca non era ancora stato introdotto il reato di omicidio stradale). L’altro giorno, a cinque anni da quel drammatico incidente, l’automobilista, nel frattempo finito a processo dopo l’inchiesta aperta dall’allora pubblico ministero Toniolo, è stato condannato a otto mesi di reclusione con la sospensione condizionale della pena (e non menzione). Franchin, quell’8 febbraio 2013 era in sella alla sua moto Suzuki 650. Stava viaggiando lungo la provinciale Marosticana in direzione di Vicenza. Aveva appena finito di lavorare (era camionista per conto di una ditta di Monticello Conte Otto) e stava facendo ritorno a casa, a Grisignano. Giunto all’altezza dell’incrocio con via dell’Artigianato, a due passi da un distributore di benzina, il motociclista, per evitare l’impatto con l’auto di Lisa, è sbandato non riuscendo più a mantenere il controllo della sua Suzuki perdendo l’equilibrio e schiantandosi contro un pilone dell’illuminazione. L’impatto fu violentissimo e per Franchin, nonostante i disperati tentativi dei medici del Suem non ci fu nulla da fare. • © RIPRODUZIONE RISERVATA