I dazi europei
salvano
il riso berico

La notizia dell’introduzione dei dazi sul riso orientale è stata accolta positivamente dai coltivatori local
La notizia dell’introduzione dei dazi sul riso orientale è stata accolta positivamente dai coltivatori local
Marco Marini20.01.2019

GRUMOLO DELLE ABBADESSE. La notizia era nell’aria già da qualche giorno e ora finalmente è diventata ufficiale: sono scattati i dazi europei sul riso proveniente dalla Cambogia e dalla Birmania (ex Myamar). La Commissione Ue ha infatti accolto le proteste dei produttori italiani e, nei giorni scorsi, ha introdotto una tassa da 175 euro per ogni tonnellata di riso importata nel 2019, da 150 euro nel 2020 e da 125 euro nel 2021. Possono dunque esultare anche i risicoltori di Grumolo delle Abbadesse, paese famoso per la produzione del riso, in particolar modo delle qualità Vialone e Carnaroli. «Il riso italiano è un’eccellenza da salvaguardare - spiega Paolo Pavan, titolare della Riseria delle Abbadesse -. In questi ultimi anni i prezzi del Vialone e del Carnaroli sono piombati a 38 euro al quintale, quando tre o quattro anni fa erano a 80 euro. Ora si sono leggermente alzati a 48 euro, che restano però ancora pochi. Ben venga dunque il ritorno dei dazi».