Mille chilometri
per fuggire
dalla prigionia

Brotto con il modellino di casa sua costruito in prigionia
Brotto con il modellino di casa sua costruito in prigionia
Marco Billo 24.08.2018


DUEVILLE. Ha resistito alla guerra, alle angherie naziste, al lager, alla fame. Nemmeno lo scorrere del tempo è riuscito a fermare Giusto Brotto, fante duevillese che pochi giorni fa ha compiuto 103 anni. Dopo l'arruolamento fu inviato al 57° Reggimento di Fanteria della Divisione Vicenza dove poi ottenne il grado di sergente. L'8 settembre del 1943, giorno dell'armistizio, mentre svolgeva le sue mansioni all'interno della caserma Cella di Schio, un mezzo militare tedesco irruppe nel cortile e aprì il fuoco contro i soldati italiani. Poi fu caricato su un treno assieme ad altri italiani, rastrellati in varie caserme del Vicentino e del Padovano, per raggiungere il campo di prigionia di Neubrandenburg in Germania, a oltre mille chilometri dalla sua Dueville. A liberarlo furono i soldati russi. E così riuscì a intraprendere il lunghissimo viaggio verso casa.