Pedinava le donne in auto Incastrato dalla vigilessa

Il comando della polizia locale in via DiviglioVigilessa decisiva nell’indagine
Il comando della polizia locale in via DiviglioVigilessa decisiva nell’indagine
Giulia Armeni 11.11.2018

Ancora donne nel mirino. Questa volta a Caldogno e questa volta per mano di un presunto molestatore seriale che, da ottobre e fino a giovedì quando è stato fermato dalla polizia locale dell’Unione dei Comuni, ha seminato il panico in paese inseguendo e minacciando ragazze e donne al volante in orario serale tra il capoluogo e le frazioni di Rettorgole e Cresole. Sei le denunce formalizzate, per violenza privata e tentati danneggiamenti, ma potrebbero essere almeno una decina gli episodi che hanno avuto per protagonista C.F., trentenne italiano di origini africane residente a Caldogno, identificato grazie alle segnalazioni delle vittime raccolte dal comando di via Diviglio a partire dal 1°ottobre. Tra queste anche un’agente della polizia calidonense in servizio in borghese giovedì sera: ed è stato proprio “pedinando” la donna sbagliata che il trentenne è stato incastrato. Nella sua ancora incomprensibile caccia alle donne, era transitato, nella serata del 3 novembre, sotto alle telecamere di fronte alla sede della polizia in via Diviglio. Il passaggio aveva consentito agli investigatori del comandante Ermanno Pianegonda di accertare il numero di targa di uno dei due veicoli che l’uomo utilizzava nei suoi inseguimenti, dopo che alcune cifre erano già state fornite dalle vittime assieme ad una descrizione fisica dell’aggressore, ora denunciato a piede libero in attesa di eventuali misure disposte dal giudice. Tutto era cominciato all’inizio di ottobre quando una calidonense aveva riferito di essere stata inseguita in auto dall’individuo fino a Villaverla: «La signora era molto spaventata perché quest’uomo si era fermato ed era sceso andando verso di lei con fare minaccioso», racconta Pianegonda. Qualche giorno dopo, un’altra donna braccata e costretta a spegnere i fari e ad entrare in contromano in una via per fuggire. In un altro paio di occasioni l’uomo, dopo essere riuscito a bloccare la vittima designata, aveva anche colpito con un pugno o un calcio l’auto della malcapitata, senza fortunatamente spingersi oltre nella violenza. Un comportamento inspiegabile e che sarebbe continuato chissà per quanto se giovedì sera l’uomo non avesse incontrato sulla sua strada l’agente in borghese, che ha prontamente allertato i colleghi di pattuglia i quali hanno atteso il “pedinatore” direttamente al suo domicilio. Il giovane ha reso una parziale ma confusa ammissione, senza spiegare il motivo delle sue azioni, che oltre ad un clima di paura avrebbero potuto provocare incidenti anche seri. Un grazie alle forze dell'ordine e alle abitanti che hanno contribuito all'identificazione è arrivato dal sindaco Nicola Ferronato e dal vicesindaco Monica Frigo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA