Il presepe artigianale è un omaggio a Palladio

La Basilica palladiana inserita nel presepe di Bruno Verde.GREGOLIN
La Basilica palladiana inserita nel presepe di Bruno Verde.GREGOLIN
Antonio Gregolin 11.01.2019

In giardino sventola la bandiera della Ferrari, mentre in casa c’è il grande presepio. Da qualche anno infatti, i calidonensi sanno che a Caldogno non è Natale senza il presepio di Bruno Verde, eclettico novantenne che ha scoperto il gusto dell’arte dopo essere passato dal mestiere di “bilanciaio”, alla pensione. Un presepio “fatto in casa” il suo, capace però di sfidare quello allestito in chiesa: «Spero- esclama Bruno con la modestia di uno che si definisce un “modesto artigiano”- di non offendere il parroco e la comunità, ma credo proprio che vedendo il via vai di gente di questi giorni nella mia casa, il mio presepio sia visto più ancora di quello della nostra chiesa». I motivi ci sono tutti, a partire dall’età del suo creatore: novant’anni tra qualche giorno. I materiali usati: legno, creta per le statue, polistirolo e qualche pezzo di lavatrice. All’idea: Esaltare la grande bellezza architettonica della nostra Vicenza palladiana, accostandola alla grande architettura divina della Sacra Famiglia”. Di fondo, un semplice pensiero: passare bene l’età che avanza. Per questo Bruno dopo aver dismesso il mestiere di una vita, si è dedicato all’arte: «Ho frequentato corsi di scultura e pittura amatoriale. Fino a sei anni fa, quando mi sono dedicato a costruire in grande il presepio di casa». Non un “presepio da focolare”,considerando che occupa gran parte del salotto di casa: quattro metri di lunghezza per tre di altezza, con il grande campanile della Torre Bissara di Piazza dei Signori che fa da spalla alla soglia di una porta, e Villa La Rotonda da contrafforte alla scala del secondo piano. «Fortuna vuole che io abbia mia moglie Natalina che non si lamenta quasi mai del trambusto che subisce per tre mesi l’anno», il tempo utile per allestire l’opera presepistica. Per chi gli chiede quale sia l’idea del prossimo anno, lui risponde:«Completare la grande città». Manca infatti il Teatro Olimpico nella scena, e Bruno ce l’ha già tutto in testa. Non resta che attendere l’anno venturo, mentre il suo presepio in via Liberazione, resterà allestito e aperto al pubblico fino a fine gennaio. • © RIPRODUZIONE RISERVATA