Valbrenta, Solagna esce dal coro dei sì

Due le fusioni nel Bassanese: quella in Valbrenta dove vivono 7100 persone e quella di Colceresa con 6068 residenti. FOTO CECCON Uno dei seggi in Valbrenta per il referendum sulla fusione a cinque
Due le fusioni nel Bassanese: quella in Valbrenta dove vivono 7100 persone e quella di Colceresa con 6068 residenti. FOTO CECCON Uno dei seggi in Valbrenta per il referendum sulla fusione a cinque
Francesca Cavedagna Luca Strapazzon 17.12.2018

Francesca Cavedagna Luca Strapazzon Solagna si sfila dal Comune unico della Valbrenta, per ora si fondono solo San Nazario, Valstagna, Cismon e Campolongo (quest’ultimo aderisce per una manciata di voti). L’ultima parola su Solagna spetterà alla Regione, ma il sindaco Daniele Nervo è amareggiato. «Una grande delusione - è il suo commento a caldo -. Hanno vinto i campanilismi e chi ha ben fomentato i dubbi con una politica del terrore. Abbiamo perso un’occasione preziosa, è un vero peccato per tutti. I cittadini hanno votato, prendiamo atto del loro volere, certo che è dura sprecare tanto lavoro fatto per un grande obiettivo comune». A Solagna non ha solo vinto il “no”: è il paese in cui si è registrata una delle astensioni più alte della Valle, con più del 40 per cento dei residenti che non si sono recati alle urne, tenendo conto anche degli iscritti all’Aire. A Campolongo la fusione è passata ma davvero per poco: 207 sì contro 204 no. E’ stato nettissimo invece il voto a favore del Comune unico a Valstagna e San Nazario, i paesi che per primi, già una decina di anni fa, avevano promosso e più volte tentato una fusione a due, e che adesso brindano alla conclusione del percorso. Anche Cismon ha scelto di appoggiare in pieno la fusione, con quasi il 59 per cento dei votanti favorevoli. «Sono molto contento del risultato - spiega il sindaco e presidente dell’Unione montana, Luca Ferazzoli -. Questo risultato resta il frutto di un lavoro che parte da lontano, il coronamento di un processo impegnativo che siamo certi porterà i frutti promessi. Dispiace davvero tanto per Solagna, per il lungo percorso fatto insieme, nel quale abbiamo creduto davvero tutti. Sappiamo di avere una grande responsabilità, soprattutto nei confronti di coloro che hanno votato no, nei Comuni che invece entreranno a far parte del nuovo municipio Valbrenta. Non li deluderemo». Il nuovo Comune unico avrà sede palazzo Guarnieri di Carpanè, frazione di San Nazario, luogo scelto per la sua centralità territoriale. Nel Marosticense, intanto, il Colceresa è realtà. Trentotto anni dopo il referendum del 1980, Mason e Molvena riescono a unirsi nella nuova entità territoriale. Ma l’affluenza ai seggi sia a Mason (1282 votanti pari al 35,7 %) che a Molvena (985 votanti parti al 38,3 %) non è stata in linea con l’obiettivo che auspicavano le due amministrazioni. Negli incontri prima del referendum, infatti, era stata fissata la quota del 40% come obiettivo soddisfacente. I votanti si sono comunque espressi in modo netto a favore del matrimonio: oltre tre quarti di chi si è recato ai seggi ha detto sì. A Molvena nel corso della giornata di ieri erano emerse alcune preoccupazioni, forse legate allo scarso afflusso, ma l’esito finale ha spazzato via tutte le voci contrarie al nuovo Comune di Colceresa. Le due amministrazioni uscenti hanno festeggiato il risultato in piazza a Molvena, soddisfatte per aver portato a termine il percorso sul quale, negli ultimi anni, è stato investito molto in termini di tempo e risorse. • © RIPRODUZIONE RISERVATA