Scuola media, arriva un milione per l’adeguamento antisismico

La scuola media di Valstagna “Udino Bombieri”. Dalla Regione 986 mila euro per l’adeguamento sismico
La scuola media di Valstagna “Udino Bombieri”. Dalla Regione 986 mila euro per l’adeguamento sismico
F.C. 21.12.2018

Scuole in Valbrenta, dalla Regione arriva quasi un milione di euro per l’adeguamento antisismico delle medie di Valstagna. Il sindaco: «Ottimo risultato, in linea con le linee che guideranno il Comune unico, avremo una scuola perfettamente a norma in ogni paese, potenzieremo l’aspetto sociale e i trasporti saranno gratis. Il polo unico? Meglio fare i conti con il calo della natività, e creare un luogo sportivo, culturale e di aggregazione. Le scuole devono restare nei paesi». La buona notizia è arrivata nelle scorse ore, quando dalla Regione è giunta la conferma del finanziamento pronto ad essere depositato nelle casse del Comune nel 2019, per un importo complessivo di 936 mila euro, da investire nell’adeguamento antisismico delle scuole medie “Udino Bombieri”, le stesse dove negli scorsi mesi sono stati effettuati i lavori per l’efficientamento energetico, che hanno avuto un costo di oltre 500 mila euro. «Siamo molto soddisfatti - spiega il primo cittadino Carlo Perli - la popolazione era rimasta scontenta quando lo scorso anno siamo stati obbligati a chiudere le elementari che avevano seri problemi di tenuta statica, tanto che davvero non sarebbe stato prudente far proseguire le lezioni, per trasferirle a Cismon, dove invece c’è una scuola completamente rimessa a nuovo che ha accolto senza problemi i giovanissimi studenti. La promessa era stata quella che avremmo investito sulle medie: con questi nuovi finanziamenti, che non richiederanno alcun esborso per i cittadini, avremo un plesso di seria A, perfettamente a norma, pronto ad accogliere più studenti della Valle e del prossimo Comune unico. Rispetteremo il modello di scuola diffusa promossa con la fusione dei Comuni, che punta a migliorare a costo zero gli edifici scolastici presenti anche per potenziare le attività dei paesi, che per continuare ad essere vivi e attivi hanno bisogno dei giovani». I lavori partiranno nel 2019, con i dettagli tecnici già sul tavolo del municipio di piazza San Marco, pronti ad essere condivisi con gli uffici dell’Unione montana. Insieme, nei prossimi mesi, si procederà ai bandi e all’avvio dei lavori che dovrebbero concludersi entro il 2019. Quindi una precisazione che spazza via alcune polemiche legate all’ultimo referendum. «Sappiamo che alcuni cittadini avrebbero voluto il polo scolastico unico a Carpanè e che credono sia sbagliato spendere soldi nei plessi dei paesi - spiega Perli -, invece non è così: pensiamo che sia fondamentale investire negli stabili esistenti, sfruttando i finanziamenti pubblici. Non ha senso spendere milioni di euro di tasca nostra in un plesso unico, bisogna tenere conto anche del costante calo demografico. Piuttosto pensiamo a un centro culturale, termale e sportivo, di cui potranno usufruire tutti i cittadini». • © RIPRODUZIONE RISERVATA