«Troppi 22 quartieri Non siamo a Parigi Ne bastano otto»

Una veduta aerea del quartiere San Marco. FOTO CECCONFrancesco Tadiello
Una veduta aerea del quartiere San Marco. FOTO CECCONFrancesco Tadiello
Lorenzo Parolin 08.06.2018

Non più 22 quartieri, tanti quanti a Parigi, ma sei, otto al massimo. E, poi, attenzione al sociale e alla sicurezza, per costruire una rete di welfare in grado di aiutare realmente i cittadini. A poco più di tre mesi dalle elezioni che in autunno rinnoveranno i consigli rionali, è la proposta di Francesco Tadiello, presidente di S. Marco e “veterano” della categoria, per ridare fiato ai quartieri e renderli effettivamente uno strumento di governo del territorio. «I quartieri sono fondamentali per la buona gestione della città- commenta -, però a quasi vent’anni dalla loro istituzione è opportuno ripensarli». Già l’ex sindaco Stefano Cimatti, all’inizio del mandato, aveva ipotizzato una riduzione degli “arrondissement” cittadini a una decina, quante sono le parrocchie, ma la sua proposta non aveva trovato seguito. Negli ultimi due anni, però, le iniziative in cogestione e la “federazione” di più quartieri su temi comuni si sono moltiplicate riaccendendo il dibattito. Tadiello invita a una riflessione. «È chiaro che con una riduzione del numero di quartieri – riprende – dovremmo pensare a conservare forme di rappresentatività per le frazioni o per i rioni più piccoli inglobati, però la cosa è tutt’altro che impossibile, in particolare se ci sarà la volontà di ragionare seriamente sulla questione». Considerazioni, quelle del presidente di San Marco, che trovano sponda in destra Brenta, da parte del presidente di Angarano, Gianni Castellan. «Saremo pure una piccola Parigi – scherza – ma 22 rioni per i nostri poco più di 40mila abitanti sono davvero troppi, se non altro per ragioni organizzative. Andrebbe bene conservare il centro storico per le sue specificità, più due quartieri a est del Brenta e altrettanti a ovest. Ha fatto bene il collega di San Marco a sollevare la questione». Quanto al merito delle competenze, secondo Tadiello, sociale e sicurezza sono le due materie nelle quali i consigli rionali possono essere autenticamente più incisivi. «Attivando una rete di volontariato, su proposta di una nostra consigliera – spiega – siamo riuscita a garantire una serie di servizi di prossimità, che andavano dall’aiuto nella spesa, al trasporto dal medico, al concreto sostegno economico per le famiglie in difficoltà che hanno garantito un miglioramento delle condizioni di vita dei destinatari. Il modello “quartieri sociali”, poi, è stato ripreso da altri rioni e riproposto con successo. Allo stesso modo, anche le reti di vicinato coordinate dal Comune servono a tenere gli occhi aperti sul fronte della sicurezza e a far sentire più tranquilli i residenti, specie quelli anzi. Come dire? Lasciamo ad altre sedi la politica dei partiti e usiamo il buon senso e le risorse di cui possiamo disporre a servizio dei nostri vicini di casa». •