Sofiya uccisa
altrove e gettata
nel burrone

Sofiya Melnyk era scomparsa a metà novembre
Sofiya Melnyk era scomparsa a metà novembre
26.12.2017

ROMANO D'EZZELINO. «Nulla di nulla». È la laconica risposta dell’avvocato Chiara Rinaldi, legale della famiglia del 50enne suicida residente a Cornuda (Treviso) Pascal Daniel Albanese, su eventuali notizie relative al ritrovamento di un corpo di donna sfigurato in un dirupo del Monte Grappa. L’uomo si è suicidato il 26 novembre scorso dopo che aveva denunciato la scomparsa di Sofiya Melnyka, la 43 ucraina sua compagna, a cui, senza certezze, già si attribuisce la salma ritrovata.
Per la certezza si è in attesa dell’autopsia sul corpo della donna, che sarà effettuata domani o giovedì dal medico legale Alberto Furlanetto, lo stesso che ha fatto l’esame autoptico su Albanese. La salma martoriata dalle intemperie è stata trovata vestita, in posizione fetale e con vicino i resti di un sacco
delle immondizie, probabilmente usato per il trasporto perché, per i carabinieri di Vicenza e Treviso che indagano sulla vicenda, è evidente che la donna è stata uccisa altrove. Il ritrovamento è stato fatto, la vigilia di Natale, da un gruppo di cacciatori dopo che le pendici del monte Grappa erano
state perlustrate per giorni, anche con l’uso dell’elicottero, senza esito. Al setaccio è stato passato il versante trevigiano del Grappa, mentre il corpo è stato trovato nel vicentino, in una scarpata che si apre all’altezza del terzo tornante della ex strada militare Cadorna.