Una casa pronta per 24 profughi Rivolta a Rossano

Via Cartiera a Rossano Veneto, dove dovrebbero arrivare i profughi
Via Cartiera a Rossano Veneto, dove dovrebbero arrivare i profughi
Enrico Saretta 10.08.2018

Prefettura e cooperativa si accordano per ospitare 24 profughi a Rossano ma il sindaco non ci sta e non concede l’agibilità alla palazzina. Morena Martini alza le barricate ed è pronta a dare battaglia contro questo modello di accoglienza. È su tutte le furie, il sindaco di Rossano, tanto da spingersi fino a esclamare che «Salvini aveva ragione». «Mai avrei pensato di dirlo - racconta il primo cittadino - ma nei mesi scorsi sono stata contattata dalla Prefettura, la quale, dopo avermi ricordato che a Rossano non è stato accolto alcun richiedente asilo, mi ha riferito che un privato ha messo a disposizione la propria casa per ospitarne alcuni, tramite una cooperativa sociale che ha vinto il bando promosso dalla Prefettura di Vicenza in merito alla gestione dei profughi». La palazzina si trova in via Cartiera, nella zona del centro storico, vicino alla pizzeria “La Pace”, ed è composta da quattro appartamenti, nei quali, almeno secondo quanto sostengono il privato e la cooperativa, potrebbero risiedere fino a 24 giovani africani. «Ho espresso le mie perplessità sulla politica dell’accoglienza in Italia, fatta da un Governo al quale, purtroppo, anch’io avevo dato fiducia - sottolinea il primo cittadino -. Ho riferito tutto il mio disappunto sul modus operandi, sulla tempistica, sul fatto che Rossano è un piccolo paese e che l’edificio scelto si trova proprio in centro. Ho chiesto inoltre la possibilità di poter ospitare famiglie oppure donne con figli, anche in numero maggiore». Dopo il colloquio con la prefettura, la scorsa settimana il sindaco ha incontrato i due rappresentanti della cooperativa. «Mi hanno chiesto l’idoneità igienico-sanitaria dello stabile in centro storico, dicendomi chiaramente che gli ospiti saranno ragazzi dai 21 ai 28 anni, migranti economici subsahariani, e che faranno in modo che non siano nigeriani, perché sono quelli che creano più problemi - continua Martini - Mi hanno riferito che loro si occupando di persone che non stanno scappando dalla guerra, ma di una generazione di migranti economici che scappa dalla miseria e dalla fame». Ecco quindi che il sindaco ha eseguito un sopralluogo alla palazzina. «Lo stabile è stato abitato fino a pochi anni fa da 4 famiglie composte da massimo 4 persone - continua Martini -. Il proprietario, italiano, ha inviato lo sfratto a tutte. Ad oggi, però, lo stabile non risulta agibile per tutta una serie di motivi, igienico-sanitari in primis. Le abitazioni, inoltre, sono state oggetto di atti di vandalismo». Martini non ha alcuna intenzione di dare l’agibilità a quella palazzina. «Non ci sono le condizioni igienico-sanitarie - afferma -. In quel luogo non andranno mai a vivere. Anzi. Il posto dove insiste l’immobile è accattivante: nella corte interna ci sono delle costruzioni antiche che erano, sicuramente, le case dei filandieri. Piccoli luoghi ricchi di storia e dimenticati da tutti. Penso che, se si potesse recuperare, sarebbe un luogo fantastico per coppie anziane, gente sola, di ogni nazionalità. Si potrebbe creare una sorta di comunità d’aiuto. Perché la Cooperativa non mi propone anche questo?». Resta da capire se la prefettura deciderà di procedere egualmente. •