«Ministro Di Maio, indaghi sulla coop»

Lo stabile di via Cartiera in cui  una cooperativa bellunese vorrebbe  trasferire dei profughi
Lo stabile di via Cartiera in cui una cooperativa bellunese vorrebbe trasferire dei profughi
Enrico Saretta 28.08.2018

Una lettera al ministro Luigi Di Maio affinché indaghi sulla cooperativa intenzionata a portare i profughi a Rossano. Il sindaco Morena Martini prosegue la sua battaglia contro i vertici della coop che si sono presentati nel suo ufficio per informarla sulla volontà di prendere in affitto una casa del paese per iniziare un percorso di accoglienza con 24 ragazzi africani. Una vicenda di cui in paese di è parlato molto. Il primo cittadino ha preso posizione sin da subito, affermando che lo stabile, messo a disposizione da un privato in via Cartiera, «non è assolutamente agibile». Al sindaco non sono però andati giù nemmeno le modalità con le quali questa cooperativa si è presentata. Tra Rolex al polso dei rappresentanti e auto di lusso parcheggiate di fronte al municipio, al sindaco sono sorti dei sospetti. «Si tratta di una cooperativa bellunese, sorta nel 2016 - afferma Martini -. Ho scritto quindi una lettera al ministero dello Sviluppo Economico per chiedergli di verificare i titoli di questa società. Voglio vederci chiaro». Una volta che dal dicastero capitanato dal vicepremier Luigi Di Maio arriverà una risposta, il sindaco di Rossano deciderà come muoversi. Non è escluso, infatti, che parta una denuncia contro la coop, in particolare contro uno dei suoi collaboratori, che non ha avuto remore nell’attaccare Martini dopo aver saputo della sua fermezza nel dire “no” alla messa a disposizione dello stabile. «Se l’Italia è un rottame la colpa non è dei migranti o delle imprese sociali ma degli amministratori della cosa pubblica, compresa Lei», avrebbe detto. Il sindaco tiene alte quindi le barricate e assicura che i profughi non varcheranno la soglia di quello stabile. «E non soltanto loro - sottolinea - quella casa non è agibile, né per dei richiedenti asilo né per altre persone, in quanto ha problematiche importanti». Martini tiene però a precisare che la sua battaglia non è contro tutto il mondo delle coop impegnate nei progetti di accoglienza. «Non ce l’ho con tutte le cooperative - ha detto - ma con questa vicenda abbiamo scoperchiato il vaso di Pandora. Molti operatori, infatti, mi hanno scritto lamentando situazioni inimmaginabili di soprusi e di violenza all’interno di cooperative che ora sono al vaglio della magistratura. Questo mi ha spinto, con maggiore decisione, a chiedere al ministero un’ispezione sulla cooperativa arrivata a Rossano». Il sindaco incassa anche l’appoggio del gruppo di opposizione della Lega, capitanato dall’ex assessore al bilancio Paola Ganassin. «Condividiamo il pensiero del sindaco - scrive il gruppo in una nota -. Non è la prima volta che una richiesta perviene nel nostro Comune: già nel 2015 dei privati avevano messo a disposizione dei loro immobili per accogliere dei migranti. Fortunatamente anche quei locali erano inagibili, perché i proprietari stessi avevano richiesto l’inagibilità l’anno precedente per non pagare l’Imu. Pure all’epoca quindi la richiesta fu rigettata. Siamo contente che il nostro primo cittadino appoggi l’ideale del nostro partito su questo tema così importante, in linea con il ministro Salvini». • © RIPRODUZIONE RISERVATA