Debiti, la Corte dei conti striglia Olivo

I conti del comune hanno scatenato il dibattito in consiglio comunale
I conti del comune hanno scatenato il dibattito in consiglio comunale
Enrico Saretta 07.08.2018

Un richiamo della Corte dei Conti al Comune di Romano per il bilancio del 2016. A darne notizia è stato lo stesso sindaco Simone Bontorin nell’ultimo consiglio comunale. Un atto di accusa, neppure troppo velato, nei confronti dell’ex sindaco Rossella Olivo: «La Corte dei Conti - ha tuonato Bontorin - ha rilevato uno sforamento sull’indebitamento del 135%». Nel documento si legge infatti che l’analisi della documentazione inerente al rendiconto per l’esercizio 2015 e del bilancio di previsione 2016-2018 ha rivelato «lo sforamento del parametro di deficitarietà n.7 sull’indebitamento con un valore del 135 per cento». Ecco quindi che la Corte ha richiamato l’attenzione del responsabile finanziario e del revisore del Comune, demandando «un’attenta vigilanza in relazione al mantenimento degli equilibri di bilancio». Inoltre, i giudici contabili evidenziano la necessità di «perseguire una veritiera e solida costruzione degli equilibri di bilancio in sede di bilancio di previsione». Scrive sempre la Corte che, seppure l’ente nel bilancio di previsione del 2016 abbia previsto di utilizzare l’avanzo per la riduzione del debito, l’indebitamento al 135 per cento «potrebbe determinare una sensibile attenuazione della possibilità per l’ente di far fronte alle proprie obbligazioni». Da qui la necessità del richiamo al Comune di Romano, anche per «prevenire potenziali gravi pregiudizi e danni irreparabili». L’Amministrazione assicura di essere già corsa ai ripari. «Sapevamo che sarebbe stato prioritario rimettere mano al bilancio - afferma l’assessore al bilancio, Mauro Salvemini -: solo ridando ossigeno ai conti potevamo far ripartire la macchina amministrativa». La recente comunicazione della Corte dei Conti sarebbe però l’ultima di una lunga serie. «In una nota del 2012 - continua Salvemini - s’indicava che l’indebitamento era al 213% per debiti che avevano sfondato i 17 milioni: 1.100 euro di debito procapite». L’Amministrazione lamenta inoltre che la passata Giunta non avrebbe mai reso nota la situazione. «Le comunicazioni erano state indirizzate al presidente del Consiglio comunale, che deve darne lettura, ma non ne è mai stata data informazione, altro che trasparenza amministrativa: inaccettabile. Come non era accettabile vedere tra i debiti un mutuo del 2009 da 1,5 milioni al 4,33% per il centro diurno anziani, mai realizzato. Mutuo che i cittadini di Romano hanno pagato per 8 anni, gettando al vento centinaia di migliaia di euro». La decisione dell’Amministrazione è stata quindi di estinguere anticipatamente questo e altri mutui. «Oggi Romano ha un debito verso Cassa depositi prestiti pari a 6 milioni e 99 mila euro - chiude Salvemini - il 28% in meno del debito che abbiamo ereditato. Un risultato straordinario, che permette di risparmiare quasi 200 mila euro all’anno». • © RIPRODUZIONE RISERVATA