«Il fascismo non deve tornare mai più»

La commemorazione dei Quattro MartiriGli studenti premiati con una borsa di studio
La commemorazione dei Quattro MartiriGli studenti premiati con una borsa di studio
F.P. 17.01.2019

Nel 1944, quando iniziarono i rastrellamenti, Wally era una ricercata dai nazifascisti. Era una staffetta partigiana e fino alla fine della guerra dovette nascondersi a Recoaro cercando rifugio in buche sotterranee. Il suo vero nome è Teresa Peghin e oggi, all’età di 95 anni, è una combattente come allora: domenica mattina non ha voluto mancare alla cerimonia di commemorazione dei Quattro Martiri a Marostica, nel 75° anniversario della morte di Decimo Vaccari, Bruno Provolo, Luigi Nodari e Giovanni Rossi, i quattro giovani partigiani fucilati nel cortile del Castello Inferiore. Ha voluto parlare ai giovani, perché «quello che è successo non deve ritornare». «Come possiamo oggi rivedere tanti nostalgici del Regime – è intervenuta durante la cerimonia – senza provare un brivido di sgomento? Voglio sperare che ciò che è stato non accada mai più. Dovete costruire un mondo diverso, più aperto alla pace e alla fratellanza». Come Teresa Peghin, anche i rappresentanti delle associazioni partigiane e combattentistiche presenti alla cerimonia hanno parlato del timore per la ricomparsa dell’“orizzonte nero”. «Abbiamo assistito – ha dichiarato Alessandro Zaniolo, consigliere provinciale dell’Associazione Volontari della Libertà, che ha tenuto l’orazione ufficiale nell’aula magna delle scuole medie Dalle Laste – al ripresentarsi del fascismo nel nostro Paese, magari in doppiopetto o in marsina, ma a volta anche con la camicia nera. Sempre strafottente e arrogante, spesso cercando alibi intellettualistici, ricorrendo anche alla violenza. Restiamo vigili e attenti e non diamo per scontate la libertà, la democrazia, la repubblica. Vale per tutti, ma soprattutto per i giovani: bisogna studiare, informarsi, conoscere per trovare il proprio posto nella vita e la forza morale per difendere le proprie idee». La cerimonia di commemorazione è iniziata con la messa nella chiesa di Sant’Antonio Abate, a cui sono seguiti l’alzabandiera in piazza e la deposizione delle corone d’alloro ai Monumento dei Caduti e alla lapide dei Quattro Martiri nel cortile del Castello Inferiore. Il corteo è proseguito poi verso le scuole medie, dove si è conclusa la cerimonia con la consegna delle borse di studio agli studenti. I giovani sono stati premiati dai rappresentanti delle numerosi associazioni riunite per la commemorazione. Accanto all’Associazione Volontari della Libertà, con il presidente provinciale Francesco Binotto, erano presenti anche l’Anpi con il presidente provinciale Danilo Andriollo e il presidente della sezione cittadina Marino Ziliati, l’Associazione nazionale del Fante con il presidente locale Romolo Giannini e l’Associazione nazionale alpini con il vicepresidente della sezione marosticense Fortunato Pigato. Alcune di queste associazioni sono anche tra le offerenti che hanno costituito il fondo premi per le borse di studio, assieme al Comune, all’azienda Vimar e privati cittadini: Giancarlo Bortoli di Asiago, la famiglia Federico Morello e Giovannina Cagnin di Marostica e la famiglia degli eredi di Remigio Cuman di Marostica. A premiare i ragazzi era presente anche Aristide Maina, figlio di Zaira Meneghin, la staffetta partigiana a cui è intitolata l’Anpi di Marostica. • © RIPRODUZIONE RISERVATA